Il creatore di Assassin’s Creed racconta perché lasciò Ubisoft

In una ricca intervista per GameologyPatrice Désilets, direttore del primo “Assassin’s Creed” e di “Assassin’s Creed 2” (collaborò in parte anche a “Assassin’s Creed: Brotherhood”, che fu terminato senza di lui) offre uno sguardo disincantato a come funzioni una grande compagnia come Ubisoft, in cui gli autori sono schiacciati tra il bisogno di coordinare centinaia di persone e di collaborare con altre e la necessità di compiacere i vertici dell’azienda che considerano le opere create mere fonti di guadagno.

“La cosa più difficile per me quando stavo in una simile organizzazione è che ero sempre il tizio alla fine o a metà della catena e poi… ero il tizio che faceva le interviste, come stiamo facendo ora, e dovevo uscirmene fuori con qualche menzogna politica e dovevo ricevere commenti e decisioni fatti da altre persone e non io perché è tutta una questione di compromessi quando sei in una grande compagnia, in qualche modo.” Non è esattamente un mistero che Ubisoft obblighi i suoi dipendenti a mentire pubblicamente durante le interviste, ma non è un bel comportamento né verso i dipendenti, né verso gli appassionati (perché anche se si tratta di meri marchi commerciali qualcuno si appassiona davvero a questi giochi) né verso il consumatore generico, che non dovrebbe essere ingannato da chi crea il prodotto.

E per quanto riguarda il mio ruolo, quello di direttore creativo, è dura vivere attraverso le decisioni di altri quando ti trovi davanti alla telecamera o Skype e dissi che non ero bravo a mentire e che non lo avrei più fatto. E poi mi resi anche conto che quando lavori in un grande marchio fai guadagnare persone a cui non interessa davvero di te. Quindi dissi, basta! Se faccio un altro Assassin’s Creed almeno sarà per me e per i miei ragazzi e per il Quebec e la mia gente a Montreal.”

Patrice Désilets se ne andò da Ubisoft per andare a lavorare a THQ Montreal, dove ideò un nuovo videogioco intitolato “1666: Amsterdam”. Purtroppo al momento del fallimento di THQ fu proprio Ubisoft ad acquistare lo studio di Montreal e Désilets si trovò nuovamente a lavorare per la compagnia francese. Dopo essersene di nuovo andato da Ubisoft ora Désilets lavora a “Ancestors: The Humankind Odyssey” in Panace Digital Games e ha riconquistato i diritti sulla sua creazione “1666: Amsterdam”. “Ancestors: The Humankind Odyssey” sarà un videogioco d’azione/avventure in terza persona e inizierà con un Volume 1 dalla durata di 15-16 ore e ambientato in Africa, milioni di anni fa. Se il progetto funzionerà continuerà poi con altri episodi, che seguiranno l’evoluzione dell’umanità e permetteranno ai giocatori di creare la loro odissea personale nella storia. Désilets ha suggerito che ci saranno novità su “Ancestors: The Humankind Odyssey” già prima dell’E3.

fonte Gameology