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Bethesda obbliga un videogioco a cambiare titolo perché contiene Prey

La legge americana sui marchi registrati è strana, e incoraggia le compagnie a prendersela con chiunque usi un marchio anche solo vagamente simile a uno registrato. Il principio di fondo è giusto: i marchi vanno distinti perché il consumatore non sia ingannato e perché nessuno possa lucrare sul lavoro e sulla creatività di un’altra persona. Tutto giusto. Ma rinunciare a far valere i propri diritti una volta, anche inutilmente, può costituire un precedente dannoso nel futuro, quando quei diritti dovranno essere difesi davvero: un marchio deve essere difeso sempre, continuamente, in ogni occasione perché così funziona la legge americana. Quindi Bethesda ha obbligato gli sviluppatori di “Prey for the Gods” a cambiare il nome del loro gioco, perché contiene la parola “Prey”.

“Prey for the Gods” di No Matter Studios è un videogioco indipendente ispirato a “Shadow of the Colossus” e finanziato tramite una campagna Kickstarter nel 2016. Nell’ultimo aggiornamento pubblicato dagli autori scopriamo che è stato fatto un cambiamento: il gioco ora si intitola “Praey for the Gods”. “Non volevamo farlo ma abbiamo dovuto cambiare il nostro nome da Prey for the Gods in Praey for the Gods. Fortunatamente possiamo tenere il logo ma ora dobbiamo leggerlo come Praey for the Gods. Onestamente, avremmo potuto scrivere tutta la newsletter solo su cosa pensiamo di questo. La colpa è della legge sui marchi e non abbiamo alcun obbligo di riservatezza quindi possiamo dire chi ci abbia contestati, cioè Bethesda/Zenimax.

Avremmo potuto rispondere e ci abbiamo pensato per un po’. Ma uno scontro su un marchio può essere lungo e, a seconda di quanto uno voglia andare avanti, può essere molto costoso. Non volevamo dilapidare il denaro del Kickstarter e non volevamo chiedervi fondi addizionali per andare in tribunale. Ci sembrava orribile usare il denaro dei finanziatori per qualcosa che non servisse allo sviluppo o alle ricompense. Anche se avessimo vinto avremmo dovuto spendere una bella parte dei nostri fondi e la nostra opinione era che non ne valesse la pena.”

Quindi ecco Bethesda opporsi alla registrazione del marchio “Prey for the Gods” da parte di uno studio indipendente fatto da tre persone perché troppo simile al suo marchio “Prey”. Certo, considerate che Bethesda è praticamente obbligata a farlo per mantenere il controllo sul suo marchio e che si è limitata a opporsi alla registrazione (non ha intentato causa, non ha mandato una lettera di diffida), e tanto è bastato. Ma considerate anche che il marchio è suo perché lo ha comprato, lo ha tolto a chi lo aveva faticosamente cresciuto in tanti anni (la storia dello sviluppo del “Prey” originale è travagliata e lunga ben undici anni) e lo ha trasformato in cosa voleva, arrivando ad affermare che spera che in futuro la gente pensi al “Prey” di Arkane Studios quando sentirà questo nome. Vuole insomma cancellare dalle memoria collettiva il gioco originale di Human Head Studios e 3D Realms.

fonte No Matter Studios