It Came from the Desert dal cinema al videogioco e ritorno

Siamo nel 1951, in Nevada. Un meteorite precipita sulla terra e gli eventi che seguono il suo arrivo attirano l’attenzione del geologo Greg Bradley. Le radiazioni liberate dal meteorite sembrano aver mutato un gruppo di formiche, facendo loro acquisire enormi e mostruose dimensioni, e se riuscissero a riprodursi e moltiplicarsi potrebbero facilmente sterminare l’intera razza umana. Bradley deve quindi convincere la popolazione e le autorità dell’emergenza e deve trovare un modo per sconfiggere i giganteschi insetti. Questa è lo spunto iniziale di “It Came from the Desert”, videogioco di Cinemaware uscito nel 1989 per Amiga.

“It Came from the Desert” è fortemente ispirato al cinema, come normalmente accadeva per le creazioni di Cinemaware. In questo caso, l’ispirazione proveniva dai film degli anni 50 e, soprattutto, da “Them!” (“Assalto alla Terra”, 1954), primo film a concentrarsi sullo scontro tra uomo e insetti giganti. È anche un gioco dalla narrazione non lineare che combina molteplici meccaniche e stili di gameplay diversi a seconda delle attività, con parti da avventura grafica (assomiglia a una visual novel), parti d’azione e molteplici mini-giochi. Ho quindici giorni per sconfiggere l’invasione (trovando la colonia di formiche giganti e uccidendone la regina), e siccome ogni mia azione consuma tempo e ogni occasione può essere inutilmente sprecata, “It Came from the Desert” non è un gioco risolvibile al primo tentativo: devo imparare a conoscerlo e devo creare il miglior percorso rigiocandolo ripetutamente e, per facilitare questa rigiocabilità, una singola partita dura solo un’ora.

Ora, dopo essersi ispirato al cinema anni 50 e averlo portato nel videogico, “It Came from the Desert” torna al cinema grazie a Roger! Pictures e alla direzione di Marko Mäkilaakso (regista del promettente “War of the Dead”) e… e sembra un orribile e banalissimo monster movie attuale con formiche giganti. Ci sono urla, horror a basso budget, filtri brutti, soldati e motociclisti. Atteso per il 2016, ma non ancora uscito, il film di “It Came from the Desert” sembra tradire tutto quello che è il videogioco originale, perdendo spudoratamente l’occasione di portare di nuovo sul grande schermo il gusto ancora un po’ pulp dei B Movie del secondo dopo guerra. Se agli autori del film non interessava il tono, l’ambientazione anni 50, la voglia di ridare al pubblico quella ingenuità anche parodiandola di “It Came from the Desert”, perché hanno preso questa opera? Erano colpiti dall’originale spunto narrativo (tanto poco originale da essere ripreso da un film)? Perché il cinema deve essere tanto spietato nei suoi adattamenti da videogiochi?