A Way Out è la vera sorpresa di EA Play, perché è fuori da ogni logica di mercato

In mezzo alla conferenza EA Play di Electronic Arts, un evento che si svolge contemporaneamente all’E3 ma in realtà è a esso esterno, è stato mostrato “A Way Out” di Hazelight Studios (“Brothers: A Tale of Two Sons”). Abbiamo potuto vedere il nuovo “Star Wars Battlefront 2”, “FIFA 18”, “Need for Speed: Payback”, il nuovo gioco di BioWare, ma “A Way Out” è stato il gioco più interessante a cui Electronic Arts ha deciso di dar spazio nel suo evento. Ed è il gioco più interessante perché sembra basarsi su un concetto che va contro ogni logica di mercato, che altrimenti Electronic Arts rincorre, anticipa e guida nella sua transizione verso il “game as a service”.

“A Way Out” non è un “game as a service”, ma un’esperienza compiuta costruita sulla narrazione. Siamo poi in un momento in cui anche gli MMORPG si trasformano in “videogiochi con mondo condiviso”, giochi che consentono di unirsi ad altri utenti ma che sacrificano il meno possibile l’esperienza single-player. “The Secret World” è stato letteralmente ricostruito come “videogioco con mondo condiviso”, “Tom Clancy’s The Division” e “Destiny” lo sono sin dall’inizio e soprattutto “Tom Clancy’s The Division” ha nel tempo aumentato il più possibile le attività per il giocatore solitario, e persino “World of Warcraft” ha negli anni aumentato le opzioni per chi non gioca all’interno di grossi gruppi (anche per rispondere al crollo dell’utenza). “A Way Out” è invece un’esperienza coop, ed è solo coop. Non può essere giocata in solitaria.

Non solo: “A Way Out” sarà giocabile solo in split-screen. Anche se ci giocherò online vedrò sempre in metà schermo quello che vede l’altro giocatore, condividerò sempre il suo punto di vista e condividerò sempre con lui il mio. “Halo 5: Guardians” è stato giustamente criticato per aver rinunciato totalmente allo split-screen nel multiplayer locale, e “A Way Out” risponde a questa tendenza con l’audacia di dimostrare che può aver valore persino nel multiplayer online.

In “A Way Out” sono Leo o Vincent, due carcerati in cerca di una via di fuga, ognuno caratterizzato da una sua storia unica. Non si tratta di due avatar privi di personalità, un Player 1 e un Player 2 intercambiabili. Ho qualche dubbio sulle sezioni ambientate dopo la fuga dal carcere, perché sembrano (ma si tratta solo di una prima impressione) piuttosto banali: sparo a gente con un amico, uso coperture, guido veicoli mentre l’altro giocatore spara e così via. E non voglio negare che un gioco solo cooperativo abbia degli evidenti limiti, ma penso che valga la pena esplorarli e son contento che Electronic Arts contribuisca a questo. Non tutti i giochi devono piacere a tutti, essere giocabili e rigiocabili all’infinito o essere giocabili in ogni momento e in tutti i modi, anche se questo vuol dire lasciar perdere le tendenze del mercato. “A Way Out” uscirà su PC, PlayStation 4 e Xbox One a inizio 2018.