Mia Khalifa apre un canale Twitch e la stampa dà la notizia con la bava alla bocca

Mentre ero a Game Happens – On Stage, l’edizione 2017 della serie di conference sul game design Game Happens, è iniziata a ciricolare una notizia sui siti italiani che trattano in qualche modo i videogiochi e persino sul sito di almeno un quotidiano nazionale: Mia Khalifa ha aperto un canale di streaming di videogiochi sportivi su Twitch e si è conquistata immediatamente circa 80mila seguaci solo per il fatto di essere Mia Khalifa. Non ero in ufficio e non ho potuto dare la notizia. Sinceramente, non la avrei data comunque.

Prima di tutto, non ho alcuna simpatia verso influencer e simili, verso chi per lavoro consiglia marchi, compagnie, acquisti sulla base di accordi e contratti di cui spesso il lettore non è neanche correttamente informato. Ma soprattutto questa non è una notizia: influencer aprono canali Twitch ogni giorno come parte del loro “marchio”, e la tanta attenzione da parte dei siti italiani di informazione videoludica nasce da quello che è il loro pubblico di riferimento. Mia Khalifa ha avuto una breve carriera nell’industria pornografica, e questi sono siti che pensano di parlare, e soprattutto vogliono parlare, ad adolescenti maschi eterosessuali appassionati di pornografia mainstream. Mentre il videogioco si apre a una popolazione varia e diversificata (e con un sacco di gusti molto specifici quando si parla di porno) l’informazione videoludica sceglie di scommettere ancora sul suo pubblico tradizionale. A questo si aggiunge la morbosa curiosità che accompagna ogni notizia relativa a una pornostar: il sesso vende, e poter scrivere “porno” in un un titolo fa guadagnare qualche clic in più. Ecco, non avrei dato questa notizia se non fosse stata data tanto male e con tanta approssimazione da quasi tutti i siti italiani che la hanno data.

vg24/7.it dice che è una notizia che ha tutti i presupposti per essere una “fake news”, senza indizi su come sia finita in questo ruolo Mia Khalifa è diregiovani.it, nerdmovieproductions parla di “salto dal mondo del porno a quello dei videogiochi”, justnerd sottotitola che “Mia Khalifa abbandona il porno e passa ai videogame” (raro caso di clickbait messo nel sottotitolo invece che nel titolo) ma poi specifica che la carriera nel porno è finita un anno fa, everyeye arriva a ipotizzare che questa mossa confermi “come il mondo dell’eros sia sempre più legato a quello dei videogiochi”, teorizzando azioni di sabotaggio da parte di Twitch o persino da parte dei produttori. Su Il Fatto Quotidiano (dove a quanto pare usano l’italiano “consolle” al posto del più comune francese “console”) nessuno ha avuto neanche il coraggio di firmare la notizia. Ma il premio per l’articolo più vile lo vince sicuramente il pezzo di Multiplayer.it intitolato “Mia Khalifa: dal porno a fare gli streaming di videogiochi su Twitch il passo è stato breve“. L’articolo arriva ad affermazioni come “la porno star Mia Khalifa ha deciso di cambiare vita e di dedicarsi alla sua seconda passione, ossia i videogiochi (sempre di joystick si parla, comunque)” e sottolinea che “se ne stiamo parlando non è certo le sue doti attoriali, ma perché sappiamo che siete particolarmente sensibili all’argomento”. L’articolo è scritto dallo stesso autore che decise di iniziare l’8 marzo 2017, in mezzo a uno sciopero mondiale delle donne, rimbalzando un sondaggio che chiedeva se fossero meglio le tette o i culi.

Tutto questo è falso, o almeno presenta la vita di Mia Khalifa in un modo eccezionalmente parziale. Io seguo Khalifa su Twitter, quindi ero consapevole della sua carriera, ma una semplice ricerca su Google avrebbe salvato tutti questi siti da una tale figuraccia, o avrebbe aggiustato un po’ il taglio dato alla notizia. Khalifa, nata nel 1993 a Beirut (ma dal 2000 vive in USA) e dotata di una laurea di primo livello (un Bachelor of Arts) in Storia, ha lavorato nell’industria pornografia per solo tre mesi della sua vita e ha abbandonato il porno a inizio 2015 delusa dall’ambiente che ha trovato nonostante avesse raggiunto il primo posto tra le attrici cercate su Pornhub. Divenne famosa soprattutto per aver girato un video con l’hijab (pur essendo di educazione cristiana), cosa che provocò proteste in Libano e le procurò anche minacce di morte, mettendo in evidenza gli inconfessati problemi del Libano con i Diritti delle Donne. Dopo aver lasciato la pornografia e aver lavorato come camgirl, Khalifa ha iniziato a promuovere la scena sportiva della zona di Washington D.C. (in apertura dell’articolo indossa una maglietta degli Washington Wizards), e questa attività da influencer sportiva è quella che la impegna tuttora. Khalifa, che ha un largo seguito su Twitter e Instagram dopo la sua brevissima carriera come attrice, ha deciso di sfruttare la sua fama per portare l’attenzione su squadre sportive per lei importanti ma che trova malamente rappresentate e aiutando piccoli blog e account sportivi.

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Llona Staller (“Cicciolina”) in Parlamento, dove venne eletta con il Partito Radicale. https://it.wikipedia.org/w/index.php?curid=4690858

E arriviamo a oggi. È così sorprendente che un’influencer che lavora per promuovere squadre sportive si interessi di sport e apra un canale Twitch per giocare a videogiochi sportivi? È così sorprendente da dover scrivere persino che sembra una burla, o parlare di salto dal mondo del porno (che lei non frequenta da più di due anni) a mondo dello streaming, magari con toni chiaramente volti a offendere gli streamer stessi e mostrando uno strano senso di superiorità verso chi lavora nella pornografia? E anche se avvenisse tale salto, se una pornostar famosa e amata si desse allo streaming e i siti ne volessero scrivere, è necessario davvero dare la notizia con questo tono morboso, con la bava alla bocca, con le gomitate e le strizzate d’occhio? Se un operaio si desse allo streaming, everyeye scriverebbe che questo dimostra “come il mondo delle fabbriche sia sempre più legato a quello dei videogiochi”? Multiplayer intitolerebbe “dalla fabbrica a fare gli streaming di videogiochi su Twitch il passo è stato breve”?