Sony su retrocompatibilità: i giochi vecchi son brutti e nessuno vuole giocarli

Sony e PlayStation 4 hanno sempre avuto e mantenuto un importante vantaggio su Microsoft e Xbox One in queste generazione di console. In USA vengono vendute 2 PlayStation 4 per ogni Xbox One, e in Europa vengono vendute 3 PlayStation 4 per ogni Xbox One. Sin dall’annuncio di Xbox One, quando Microsoft si trovò subito in mezzo alle proteste per l’obbligo di acquistarla insieme al Kinect, la necessità di una connessione continua a internet e l’impossibilità di rivendere i giochi e far girare giochi usati (e quindi anche semplicemente di prestare un gioco a un amico), Sony ha aggressivamente sfruttato ogni errore di Xbox (e di Nintendo con il suo fallimentare Wii U) per diventare la console dominante al mondo. Ma c’è qualcosa che Microsoft ha fatto decisamente meglio di Sony, qualcosa con cui Sony ha ancora problemi a confrontarsi: la retrocompatibilità.

L’importanza della retrocompatibilità è destinata solo ad aumentare con il passaggio dal formato fisico, dove la sua assenza può essere interpretata come un problema tecnico legato all’hardware, a quello digitale, dove è dato per scontato che l’acquisto in download su una console passi poi alla sua versione successiva. Nonostante questo, gli acquisti per le Virtual Console di Wii U, Wii e Nintendo 3DS sono per esempio ancora separati. Per quanto riguarda Sony, Playtation 2 era retrocompatibile con la prima PlayStation, così come almeno i primi modelli di PlayStation 3 erano retrocompatibile con PlayStation 2, ma la retrocompatibilità è stata poi tolta da PlayStation 3 non è mai stata inserita su PlayStation e la possoibilità di far girare titoli PlayStation, PlayStation 2 o anche solo PlayStation 3 su PlayStation 4 è, secondo Sony, qualcosa che nessuno poi userebbe davvero. Intanto, da quando una serie sempre più ricca di giochi Xbox 360 sono giocabili su Xbox One giochi del passato tornano tra le opere più giocate sulla nuova console Microsoft e ricominciano anche a essere richiesti e comprati dai videogiocatori.

Jim Ryan, capo delle vendite e del marketing di Sony, ha spiegato il punto di vista dell’azienda in un’intervista al Time. “Quando ci siamo occupati di retrocompatibilità… posso solo dire che è una di quelle caratteristiche molto richieste, ma in realtà non molto usate. Oltre a questo, di recente sono stato a un evento di Gran Turismo dove avevano giochi PlayStation, PlayStation 2, PlayStation 3 e PlayStation 4 e i giochi per PlayStation e PlayStation 2… sembrano antichi. Insomma perché qualcuno dovrebbe volerli giocare?“. Ecco, vorrei concentrarmi su quanto sia offensiva e stupida la seconda parte dell’affermazione, su quanto sia limitante questo punto di vista. “Sono stato di recente a un museo e c’erano dipinti del 1200, 1500, 1800 e 2000 e i dipinti del 1200 e 1500… sembrano antichi. Insomma perché uno dovrebbe volerli guardare?”. Sì, c’è stato un importante salto tecnologico e i giochi di quelle generazioni, soprattutto quelli per PlayStation originale, lottano con le difficoltà di un 3D ancora ai suoi inizi (e infatti li ho confrontati con la prospettiva ancora intuitiva della pittura del 1200), ma sono comunque il lavoro e l’eredità di autori e artisti. Esistono tanti giochi che neanche sono giocabili altrimenti, se non emulandoli. Infine, Sony pensa che nessuno userebbe la retrocompatibilità gratuita su PlayStation 4, ma sembra molto interessata a quella a pagamento garantita da servizi come PlayStation Now e dalla selezione di PS2 Classics su PlayStation 4, giochi che Sony ritiene “antichi” e che pensa che nessuno debba voler giocare ma che comunque vende a €10-15 a persone che magari li possiedono già. L’esperto di marketing di Sony ha decisamente bisogno di un esperto di marketing che gli spieghi cosa dire.

fonte Time