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Richard Garriott cerca nuovi finanziamenti per Shroud of the Avatar

Richard Garriott, conosciuto come “Lord British”, è il leggendario autore della serie “Ultima”, un punto di riferimento non solo per i videogiochi di ruolo ma, attraverso “Ultima Underworld”, anche per il videogioco in prima persona che si è poi sviluppato in “Doom” e in serie come “System Shock”. Da quattro anni Garriott lavora a un nuovo videogioco di ruolo, “Shroud of the Avatar”, già disponibile su Steam in Accesso Anticipato dopo una campagna di crowdfunding di grande successo capace di raccogliere $1.919.275 su una richiesta di $1.000.000.

Ma nonostante il gioco sia già in vendita, nonostante la campagna Kickstarter e nonostante il gioco abbia in tutto già incassato $11.620.045 “Shroud of the Avatar” è ancora considerato in pre-alfa e Garriott ha ora bisogno di altri soldi per finire il progetto. In precedenza era arrivato a mettere in vendita dei reliquiari contenenti il suo sangue o quello del produttore del gioco, Starr “Darkstarr” Long, ma ora ha deciso di iniziare un’ulteriore campagna di crowdfunding.

La compagnia Portalarium di Richard Garriott ha quindi lanciato una compagna su Seedinvest, portale specializzato nella ricerca di investitori per progetti. Non si tratta di una piattaforma come Kickstarter, in cui gli appassionati finanziano un progetto con un investimento che al massimo li premierà con qualche ricompensa e qualche gadget, ma di una piattaforma pensata per cercare veri e propri investitori che spendano grandi cifre in un progetto per poi ricevere parte dei suoi utili. Dovendo cercare investitori, però, Portalarium ha dovuto dichiarare la sua situazione finanziaria che (sorpresa!) non appare rosea: la compagnia ha solo 528mila dollari e ha spese mensili pari a 230mila dollari.

Secondo Garriott, che ha parlato telefonicamente con Kotaku, la situazione non è preoccupante, perché i guadagni mensili di Portalarium coprono esattamente le spese e quindi il tesoretto rimasto non verrà intaccato. La nuova campagna di finanziamento non servirebbe quindi per evitare la bancarotta, perché la compagnia e “Shroud of the Avatar” possono sopravvivere con questi incassi, ma avrebbe invece lo scopo di aumentare la scala del videogioco, di poterlo promuovere, di poter valutare anche future versioni per console e di agire da produttore per giochi altrui.

Come ho detto “Shroud of the Avatar” è ancora in pre-alfa, ha molte caratteristiche assenti ed è alla ricerca di nuovi finzanziamenti. Eppure dovrebbe uscire nel 2017: Garriott ha confermato che la sua campagna offline per giocatore singolo arriverà già a luglio, mentre entro fine anno uscirà il gioco completo, con anche multiplayer massivo con elementi sandbox. Il gioco dovrebbe uscire in cinque episodi, di cui attualmente è in vendita solo il primo, “Shroud of the Avatar: Forsaken Virtues”.