YouTube non vuole togliere la monetizzazione a streaming e Let’s Play

Anche in seguito a quello che è accaduto con Felix Arvid Ulf Kjellberg (conosciuto in genere come “PewDiePie”), abbandonato dalla sua agenzia dopo aver a lungo insistito su una serie di scherzi a sfondo anti-semita, YouTube ha modificato le sue linee guida in modo da garantire agli sponsor di non trovarsi a pubblicizzare contenuti offensivi, violenti o in generale controversi. Insomma, YouTube ha tolto la possibilità di monetizzare sulla sua piattaforma alcuni video in base ai loro contenuti. Le nuove linee guida, pubblicate una settimana fa, hanno fatto temere non solo i canali che si occupano di cronaca, e quindi pure di fatti violenti, ma anche streamer e autori di video di Let’s Play, spesso pieni di scene di violenza e uccisioni varie.

Secondo le nuove linee guida di YouTube i video che potrebbero essere esclusi dalla monetizzazione sono per esempio quelli che trattano temi sensibili come guerre, terrorismo, morte, violenze sessuali anche senza una rappresentazione grafica di tali eventi e anche se essi sono raccontati a scopo informativo o giornalistico. Sono poi esclusi dalla monetizzazione video che pubblicizzano il consumo di droghe o sostanze pericolose, video che promuovono comportamenti pericolosi, molesti o dolorosi, video che promuovono la discriminazione (in questo caso sono esclusi i video satirici e comici, ma affermare che un comportamento discriminatorio sia “comico”, come ha fatto PewDiePie, non basta a rendere monetizzabile un video), video pieni zeppi di linguaggio osceno, video che usano personaggi per tutta la famiglia ma li inseriscono in contesti adulti (violenti, sessuali…) e quelli che hanno contenuti sessuali (sono esclusi solo video educativi con rappresentazioni non esplicite). Infine, sono esclusi i contenuti violenti, e qui arrivano in teoria i problemi per gli YouTuber.

“Contenuti video che si concentrino su sangue, violenza o ferite, quando presentati senza contesto, non possono ricevere pubblicità. La violenza, presentata nel corso normale di video di gameplay di videogiochi, è normalmente accettabile in un video con pubblicità, ma non è accettabile in un video montato che si concentri solamente su violenza gratuita. Se stai mostrando violenza in una notizia o in un contesto educativo, artistico o documentaristico quel contesto in più è importante.” Quindi, chi usa YouTube per streaming normali, senza concentrarsi su contenuti violenti per il gusto di farlo, e chi usa YouTube per ospitare normali Let’s Play non dovrà temere le nuove linee guida. La situazione cambia se volete creare un montaggio di uccisioni in “Call of Duty”, per esempio. Cosa che se ci pensate ha poco senso in un gioco che si concentra sulle uccisioni e sulla violenza anche nel corso normale del suo gameplay.

YouTube assicura che questi cambiamenti, fatti in accordo con i clienti, hanno permesso e permetteranno di tornare a una giusta monetizzazione dei video dopo mesi di difficoltà per i creatori di contenuti, mesi in cui le compagnie avevano timore a essere collegate a video e contenuti su YouTube. Kjellberg, una delle cause principali di questa crisi in quanto principale “creatore di contenuti” su YouTube, ha trovato anche il coraggio di protestare verso la situazione da lui stesso in parte causata e che ha ridotto pesantemente la quantità di denaro da tutti. “Il motivo per cui le persone amano YouTube è perché è gratuito, è aperto e puoi dire quello che vuoi. Non è come la televisione” ha detto Kjellberg, dimostrando di non avere alcuna idea di come funzioni la piattaforma di cui eppure è il più importante membro, una piattaforma posseduta da una grande corporazione come Google e mantenuta dalla pubblicità di altre corporazioni. YouTube non è uno spazio libero, auto-gestito o indipendente, e il fatto che qualcuno lo abbia eletto a unica piattaforma, a unica provenienza del denaro con cui vive, è una debolezza.

fonte YouTube