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Activision e Call of Duty nell’epoca dei giochiservizio

Più volte ho parlato della transizione del videogioco da un modello che vede il videogioco come opera a un modello che lo vede come servizio. Il gioco non è più qualcosa che viene sviluppato, leggermente aggiustato dopo la sua uscita, magari espanso con DLC e Season Pass (un tempo semplicemente chiamati “espansioni”) e poi abbandonato per andare all’opera successiva. Il giocatore ora acquista, comprando un videogioco, l’accesso a un servizio destinato a durare anni, anni in cui il videogioco sarà continuamente supportato, arricchito e, magari tramite micro-transazioni, monetizzato. In inglese chiamiamo questo modello “game-as-a-service”, che in italiano traduco “gioco come servizio” o, più semplicemente, “giocoservizio”. Ubisoft ha completamente abbracciato questo nuovo modello: “Steep”, “For Honor”, “Tom Clancy’s Rainbow Six Siege” sono servizi destinati ad avere un lungo futuro. Activision, con la serie “Call of Duty”, si trova in una situazione molto diversa.

Activision alterna con “Call of Duty” tre diverse sotto-serie realizzate da tre diversi studi (Infinity Ward, Treyarch e Sledgehammer Games). In questo modo “Call of Duty”, come serie, esce ogni anno, ma ogni studio ha tre anni di tempo per realizzare il suo capitolo. Negli ultimi anni, dopo “Call of Duty: Black Ops 2” (2012), la serie si è però uniformata verso ambientazioni fantascientifiche legate a un gameplay rapidissimo che ha accolto attacchi in scivolata, corse sui muri e doppi salti. “Call of Duty: Advanced Warfare” (2014) di Sledgehammer Games, ambientato in un futuro prossimo e possibile, ha definito questa direzione, poi proseguita da “Call of Duty: Black Ops 3” (2015) di Treyarch, cyberpunk, e da “Call of Duty: Infinite Warfare” (2016) di Infinity Ward, che racconta di un lontano futuro tra astronavi e guerre per il controllo del Sistema Solare. Un’offerta troppo simile che ha in parte annoiato il suo pubblico, causando proteste al momento della presentazione di “Call of Duty: Infinite Warfare” (intanto Electronic Arts tornava inoltre all’ambientazione storica con “Battlefield 1”) e facendo rimanere molti giocatori, almeno su PC, sul precedente “Call of Duty: Black Ops 3”.

Inoltre, “Call of Duty: Infinite Warfare” usciva, nelle sue edizioni Legacy, insieme a “Call of Duty: Modern Warfare Remastered”, versione rimasterizzata di “Call of Duty 4: Modern Warfare” (2007) ora disponibile anche in edizione standalone (in questo momento solo per PlayStation 4, ma arriverà anche su Xbox One e PC). Rispetto alla versione originale, “Call of Duty: Modern Warfare Remastered” ha forzieri con contenuto casuale e micro-transazioni come “Call of Duty: Black Ops 3” e “Call of Duty: Infinite Warfare”, cioè è un gioco pensato come servizio. Activision, abituata a supportare i “Call of Duty” per un solo anno per poi passare al gioco successivo, si trova ora a gestire e supportarne tre diversi: “Call of Duty: Modern Warfare Remastered”, “Call of Duty: Infinite Warfare” e “Call of Duty: Black Ops 3”, che ha da poco ricevuto un nuovo DLC per la modalità Zombie.

Secondo Eric Hirshberg, amministratore delegato di Activision, la compagnia non vede questa situazione come un problema e intende andare dove vanno e dove sono gli appassionati. Se vogliono continuare a giocare, e soprattutto a spendere tramite le micro-transazioni e i DLC, su “Call of Duty: Black Ops 3” Activision continuerà a supportare il gioco, almeno fin quando sarà economicamente vantaggioso. “Call of Duty è un caso unico, non solo nel videogioco ma in generale nella cultura, in quando ha avuto uscite annuale ed è stato in cima alle classifiche per tanti anni di seguito. Probabilmente non ha precedenti in questo. Come risultato, ci sono vantaggi e sfide. Una di queste sfide è che ora abbiamo molteplici universi di gioco attivi allo stesso momento. La nostra politica è che sin quando i giocatori si stanno dedicando a un gioco di Call of Duty a noi va bene. Se la gente ha comprato il gioco nuovo ma ha deciso di tornare a uno precedente… se accade in modo massivo, allora vogliamo dare nuovo contenuto per questi giocatori.” Ma al modello di “Call of Duty” Activision appaia anche quello di “Destiny” e, prossimanente, “Destiny 2”, giochiservizio destinata ad anni di vita.

fonte GamesIndustry.biz