Extremelot annuncia la sua chiusura

Chi in Italia ha attraversato le prime fasi del videogioco di ruolo multiplayer massivo, tra la fine fine degli anni 90 e il nuovo millennio, ha probabilmente messo piede, tra un MUD (Multi-User Dungeon) e “Ultima Online”, anche in “Extremelot” (“eXtremelot”, chiamato dai giocatori “eLot”). “Extremelot” aveva la forma di chat e arrivò nei primi dieci anni del 2000 a contare anche mille giocatori connessi contemporaneamente, per poi subire insieme sia il declino del videogioco di ruolo massivo online sia il declino delle chat. Con ormai un’utenza più che dimezzata rispetto ai picchi della metà del primo decennio del secolo, “Extremelot” viene ora chiuso. La notizia è stata data il 30 giugno, attraverso la bacheca del gioco.

Nato dall’iniziativa di un piccolo gruppo di programmatori (Erik, Thorm e Petrus) “Extremelot” è/era/fu una chat con elementi di gioco di ruolo fortemente ispirata alle atmosfere di “Dungeons & Dragons” e “Dragonlance”, con alcuni elementi all’epoca particolarmente in voga (tra le razze disponibili c’erano i richiestissimi Angeli, Demoni, Lupi Mannari e Vampiri). Non si tratta di un gioco di ruolo vero e proprio, con norme e sanzioni, ma di uno spazio virtuale in cui è possibile creare i propri personaggi e giocare di ruolo con libertà, anche se negli anni si sono definiti delle regole e delle etichette più precise per la gestione dell’intepretazione dei personaggi (per esempio, non è più considerato legittimo scrivere azioni di seguito per il proprio personaggio senza attendere che gli altri giocatori abbiano potuto rispondere). Ogni stanza della chat è un luogo dove i personaggi si trovano, uno spazio virtuale con una sua caratterizzazione e una sua popolazione, e spostarsi da una stanza all’altra diventa quindi lo spostarsi da un luogo a un altro, dalla locanda alla piazza alle mura, alla foresta.

Arrivato a un certo punto del suo declino “Extremelot” si è scisso in due: la Compagnia del Granducato, l’Associazione che gestiva “Extremelot” a partire dal momento di maggior espansione, si è separata insieme a Thorm per fondare “Dreamalot”, mentre “Extremelot” è rimasto in mano a Petrus ed Erik (che per un periodo si era allontanato dal progetto per tornare in campo durante il cosiddetto “esodo” dei giocatori). Ora, Petrus ed Erik chiudono quello che è stato in Italia un punto di riferimento per la comunità di amanti del fantasy e del gioco di ruolo nella prima era di internet. “Extremelot” rappresentava tutta l’ingenuità e la fiducia di un tempo in cui internet poteva diventare un altrove dove vivere un’altra vita e non questo cloagulo di multinazionali ed esperienze standardizzate e ottimizzate, di monopoli e di monetizzazioni.

fonte La Stampa