Jump vuole essere il Netflix del videogioco indipendente

Jump è un nuovo servizio di videogiochi su abbonamento. Un servizio simile a Spotify per intenderci o, ancora meglio, simile a Netflix: gli abbonati a Jump pagano una tariffa mensile e hanno accesso a una libreria di videogiochi disponibili non da scaricare ma da giocare in streaming, sfruttando una tecnologia proprietaria che elimina la necessità della banda larga e i problemi di latenza di input e output che si possono a volte sperimentare con lo streaming di videogiochi.

Jump, attualmente in beta (potete chiedere l’iscrizione al test, che continuerà sino al 24 luglio, sul suo sito ufficiale), sarà disponibile per PC, Mac e Linux con supporto anche per HTC Vive e Oculus Rift, si concentrerà inizialmente su importanti e premiati videogiochi indipendenti e avrà almeno 60 giochi al momento del lancio. Un’app (un classico client) vi sarà accesso alla libreria, sceglierete il gioco e dopo circa un minuto potrete già giocare, almeno secondo i piani della compagnia. Potrete anche giocare aprendo Jump direttamente da browser (come potete fare anche con Netflix e Spotify) senza scaricare la app. La versione definitiva di Jump dovrebbe arrivare già questa estate e il suo abbonamento costerà $10 al mese con due settimane di prova gratuita; ogni mese dovrebbero essere aggiunti dai sei ai dieci giochi e ogni gioco resterà in catalogo per un anno o più.

In un momento in cui diventa difficile scoprire e seguire su Steam nuovi giochi, a causa della quantità di opere che escono ogni giorno, e in cui le nuove uscite rischiano velocemente di far scomparire cose valide ma sfortunate, Jump vuole proporsi come un modo di esplorare e provare, senza grossi problemi di costo, l’eccellenza del videogioco, soprattutto del videogioco indipendente. Un servizio del genere naturalmente dipenderà molto dalla sua reale capacità di proporre opere interessanti, e magari inedite come le serie che Netflix produce in esclusiva per il suo stesso servizio (notare che Jump non sembra prevedere al momento la produzione di queste opere inedite).

Contemporaneamente, Electronic Arts mette a disposizione un servizio su abbonamento, Origin Access, che dà accesso anche a The Vault, una collezione di videogiochi della compagnia (più alcuni giochi di terze parti) gratuitamente disponibili per gli abbonati, Sony ha PlayStation Now, un servizio di streaming su abbonamento (anche su PC, ma ancora non in Italia) di videogiochi per PlayStation 3 e PlayStation 4, e Microsoft ha annunciato Xbox Game Pass, presentato come il Netflix dei videogiochi su Xbox. Mentre l’abitudine a pagare un abbonamento mensile per un videogioco con funzionalità online, pratica un tempo diffusa almeno per quanto riguarda gli MMORPG, sta scomparendo si sta quindi affermando l’idea che il gioco, in quanto ora non più opera ma giocoservizio, possa essere solo una parte di un altro servizio su abbonamento.