Cosa è la Net Neutrality e perché ci riguarda?

Oggi è una giornata importante per chiunque usi internet e creda nella libertà di parola: è la giornata di lotta per preservare la Net-Neutrality, il principio di neutralità di internet. Secondo il principio di neutralità della rete chi fornisce la rete internet (i provider) è tenuto a trattare i dati in maniera uguale: i dati di un certo sito viaggiano alla stessa velocità dei dati di un sito diverso, i dati di un certo utente viaggiano alla stessa velocità di quelli di tutti gli altri utenti (a parità di linea e di connessione), ogni piattaforma ha gli stessi diritti. Ma negli Stati Uniti d’America, a partire dal 2014, l’autorità che regola le telecomunicazione (Federal Communications Commission, FCC) ha ipotizzato la possibilità di dare ai provider il diritto di fornire servizi diversi a siti diversi. Se paghi di più il tuo sito o la tua piattaforma funziona meglio, sarà caricato più rapidamente, se paghi di meno andrai più lento, perderai posizioni su Google per questo e scomparirai.

Nonostante nel 2015 la FCC abbia definito i doveri dei provider, equiparandoli ai fornitori di servizi come gas o acqua e quindi assicurando la neutralità della rete americana, il nuovo capo della FCC estessa, Ajit Pai, ha deciso di riesaminare questa posizioni mettendo così nuovamente a rischio la libertà di parola e di informazione su internet. Non solo: per limitare l’accesso a certi siti i provider devono avere la possibilità di analizzare il traffico dati dei singoli utenti, e questo rappresenta un ulteriore rischio stavolta per la nostra privacy.

Oggi potreste star notando rallentamenti su alcuni siti, alcune immagini o video potrebbero sembrare più lenti nel loro caricameno (guardate per esempio il logo di Reddit). Quella che state vedendo è la protesta di centinaia di siti internet (tra cui Amazon, Twitter, Netflix…) che si sono uniti per protestare contro la FCC, mostrandoci cosa potrebbe accadere in un futuro senza net neutrality, in cui sarà più facile vedere siti amici del provider o che fan parte di grandi e ricche reti dell’informazione e sarà più difficile fare tutto il resto.

Potreste pensare che questo sia un problema che riguarda però solo gli Stati Uniti d’America, ma sbagliereste. La scomparsa dei siti andrà a svantaggio anche di chi spesso si affida all’informazione estera, e anche noi in Europa dobbiamo ancora combattere per la vera neutralità della rete; la normativa europea infatti tollera varie pericolose accezioni, permettendo per esempio ai provider di non conteggiare consumo dati per un certo servizio (come per Twitter) favorendolo rispetto ai suoi concorrenti. La situazione è migliore in Italia, dove esiste una “Dichiarazione dei Diritti in Internet” che vieta di discriminare o restringere la trasmissione dei dati in base al loro contenuto, ai dispositivi e alle piattaforme. E anche se vi interessa poco la libertà di espressione considerate che la neturalità della rete influenza anche la velocità di download dei videogiochi o la qualità del vostro multiplayer.