Middle-earth Shadow of War dovrebbe aver scrigni gratuiti non microtransazioni

Dopo l’annuncio della presenza di micro-transazioni per acquistare forzieri con contenuti casuali in equipaggiamento e Orchi in “Middle-earth: Shadow of War” (“La Terra di Mezzo: L’ombra della guerra”) di Monolith Productions e Warner Bros. Interactive Entertainment mentre molti utenti hanno appoggiato la decisione molti altri hanno protestato per il peso dilagante di questi meccanismi da cui ora non sembrano aver scampo neanche videogiochi single-player a prezzo pieno come il seguito di “Middle-earth: Shadow of Mordor” (“La Terra di Mezzo: L’ombra di Mordor”). Ho cercato di spiegare i problemi che vengono introdotti inserendo le micro-transazioni in opere del genere nel mio precedente articolo, ma devo tornare ancora una volta sull’argomento, e sul perché io sia fermamente contrario a questo fenomeno, in quanto rispondendo agli utenti è stata rilasciata una dichiarazione ufficiale sui forum di “Middle-earth: Shadow of War” spiegando per quale motivo i giocatori non dobbiamo essere preoccupati delle micro-transazioni. E non sono d’accordo neanche con questa spiegazione.

La spiegazione viene da MonolithJared, che gestisce i rapporti con la comunità dei videogiocatori della serie “Middle-earth: Shadow” e che ha dato diverse risposte ai dubbi dei giocatori. “L’oro esiste per gli utenti che vogliono accelerare il processo di costruzione dell’esercito. Ci sono persone che apprezzano di avere questa opzione. Non vogliamo impedire a nessun giocatore di giocare al nostro gioco. Quindi abbiamo l’opzione per coloro che vogliono un’opzione più rapida, ma c’è anche quella per quelli che vogliono evitarla senza avere alcun impatto negativo sul gioco. Il gioco è bilanciato in modo che voi possiate giocare senza usare il Market.” Tutti gli oggetti che vengono trovati nei forzieri sono, secondo Monolith Productions e Warner Bros., ottenibili anche senza pagare valuta reale: l’equipaggiamento può essere trovato giocando, gli Orchi possono essere dominati (controllati mentalmente, come in “Middle-earth: Shadow of Mordor”) e una valuta in-game chiamata Mirian permette di acquistare dal Market i forzieri di livello più basso (cioè che hanno meno equipaggiamento e meno Orchi di alto livello assicurati). I concetti che vengono più spesso ripetuti da MonolithJared sono, però, che sviluppatori e produttore hanno introdotto l’oro per dare possibilità di scelta (“È lì come opzione per i giocatori. Siete liberi di giocare come volete!“) e che il gioco è bilanciato per funzionare senza micro-transazioni (“Quindi se giocate al gioco normale, il gioco sarà bilanciato per questa vostra scelta”).

Ho già discusso della seconda questione: “Middle-earth: Shadow of War” può anche essere bilanciato in modo da non incoraggiare alle micro-transazioni, ma se lasciamo che le micro-transazioni entrino all’interno dei giochi single-player a prezzo pieno rischieremo di veder evolvere questo mercato come si è già evoluto quello dei free-to-play e dei freemium. Rischieremo di avere meccaniche appositamente pensate per essere dannose e noiose e per invogliare i giocatori a pagare pur di evitarle, e se questa strategia è già presente nel mercato dei videogiochi per dispositivi mobili e dei free-to-play, il mercato più importante al mondo, perché le stesse compagnie non dovrebbero applicarla in futuro anche ai single player?

Ma vorrei invece concentrarmi stavolta sul primo punto: secondo Momolith e Warner Bros. dare ai videogiocatori la possibilità di spendere per velocizzare il gioco vuol dire dare ai giocatori libertà di scelta ed essere più inclusivi, permettere a tutti di godersi “Middle-earth: Shadow of War” come preferiscono. Nel 1992 Daniel Pennac, romanziere francese famoso soprattutto per la serie sul signor Malaussène (in qualche modo un equivalente noir, onirico e francese del Fantozzi di Villaggio), pubblicò un importante saggio intitolato “Comme un roman” (“Come un romanzo”). Al suo interno Pennac, con molteplici aneddoti e trasformando il libro quasi in una sua autobiografia come lettore, descrive i dieci diritti del lettore, dieci diritti che ogni lettore deve avere e che è importante salvaguardare per incoraggiare alla lettura e non trasformarla solo in un’attività noiosa. E il secondo diritto del lettore è “Il diritto di saltare la pagine”. Pennac ricorda per l’occasione il suo primo incontro con “Guerra e pace”, l’imponente tomo di Lev Tolstoj: Pennac era all’epoca solo un ragazzino, le parti “di guerra” (storiche) lo annoiavano e allora lesse “Guerra e pace” saltandole e concentrandosi solo su quelle “di pace” (le interazioni personali tra i personaggi).  In passato, in un numero che ho perduto in soffitta, la rivista Giochi per il Mio Computer propose di riportare questi dieci diritti del lettore al mondo dei videogiochi, e il secondo diritto divenne “Il diritto di usare i trucchi”. E, secondo me, è importante ora più che prima affermare questo diritto, su cui le compagnie non devono lucrare.

Se Monolith Productions e Warner Bros. Interactive Entertainment volessero davvero far scegliere i giocatori, rendere il gioco accessibile a tutti, permetterebbero semplicemente a chiunque di ottenere forzieri gratuiti e infiniti. Non obbligherebbero a essere collegati online per usare il Market in modo da evitare “imbrogli”, ma anzi metterebbero all’interno del gioco la possibilità di scegliere persino quali Orchi ottenere creandoseli pure a piacere. Non avete più voglia di giocare questa parte? È troppo difficile? La vostra vita è troppo impegnata e non avete tempo? Se Monolith Productions e Warner Bros. Interactive Entertainment avessero davvero a cuore le persone con questi problemi le lascerebbero libere di ottenere tutto l’equipaggiamento e tutti gli Orchi che vogliono, senza limiti. Per la compagnia questo non implica quasi alcun costo extra (certo, creare un editor di Orchi sarebbe complesso, ma permettere almeno di averli creati proceduralmente e casualmente non comporta costi aggiuntivi rispetto a ora) e, siccome “Middle-earth: Shadow of War” è solo un gioco single-player, questo non implicherebbe barare contro nessuno. Questa è quindi la mia proposta: smettetela col paternalismo nei videogiochi, smettetela di obbligarci a fare le missioni in ordine (o farci pagare per farci superare una missione che non ci riesce) ma diteci in che ordine volete che le facciamo e poi fateci fare come ci pare, smettetela di farci pagare per i trucchi e dirci che serve per rendere il gioco più inclusivo ma rendete i vostri giochi davvero inclusivi permettendoci di sbloccare i trucchi gratuitamente dal menù senza colpire i giocatori meno bravi e reattivi (tra cui quelli disabili). Lasciateci saltare le pagine. Se volete sapere invece l’opinione dello stimato giornalista Jim Sterling sull’argomentto la trovate nel nuovo video della sua serie The Jimquisition, appena prima del finale (ma anche il resto del video parla di “Middle-earth: Shadow of War” e vi consiglio di guardarlo con attenzione).

fonte Monolith