C’è differenza tra l’insulto razzista usato da Ninja e quelli di PewDiePie

Questa potrebbe essere l’ennesima storia di uno streamer, in questo caso Tyler Blevins detto Ninja, beccato a usare insulti razzisti su internet. Potrebbe essere un altro caso PewDiePie, insomma, un’altra storia di una persona che diventa l’idolo di un sito neonazista (PewDiePie divenne l’idolo de The Daily Stormer) per aver ripetutamente usato immagini naziste, insulti antisemiti e offese razziste nei suoi stream. E invece è una storia diversa.

Ninja è in questo momento il più importante streamer di Twitch e il più seguito streamer di Fortnite e nei giorni scorsi, canticchiando 44 More di Logic durante uno streaming insieme a un collega, è finito a dire quella che negli Stati Uniti d’America chiamano “la parola con la n”. Ma, siccome mi sa un po’ di Voldemort questa cosa di chiamarla “la parola con la n” preferisco dire apertamente che ha detto “negro” (“nigga”).

Ora, è chiaro se una persona canta una canzone rap che contiene la parola “nigga” prima o poi finirà per dire anche “nigga”. Ma in 44 Logic non c’è proprio quella parola, viene aggiunta da Ninja mentre cerca di tenere il passo con il rap della canzone.

Quale è la differenza tra questo e l’uso che PewDiePie ha fatto dello stesso termine in un suo stream? Intanto, la differenza è che Ninja non ha usato il termine come un’offesa. Poi Ninja e PewDiePie sono due modelli diversi: Ninja è un abile giocatore considerato un simbolo positivo nella comunità degli streamer, PewDiePie è più che altro un elemento tossico all’interno dell’industria videoludica. E, infine, Ninja si è davvero scusato per le sue azioni, non ha attaccato la stampa invidiosa del suo denaro come invece ha fatto PewDiePie e non ha detto cose come “pensavo che i neonazisti non esistessero davvero”.

“Anche se son sicuro che alla base di tutto ci sia soprattutto un equivoco, capisco che ho una responsabilità nel non permettere che accadano mai simili equivoci” ha scritto Ninja su Twitter. “Più di ogni altra cosa, odio l’idea di far sentire disprezzati i miei amici, i miei fan, i miei spettatori. Il mio lavoro, e normalmente spero di esser bravo a farlo, è far sentire tutti benvenuti, stimati, sicuri di poter essere loro stessi. Quindi mi scuso con chiunque possa essersi sentito ferito perché non volevo farlo. È la mia diretta e spetta a me farla nel modo giusto.

Credo di dover spiegare che capisco (lo prometto) quanto dolore causi questa parola, anche se è usata ovunque nella musica e altrove. Storicamente è stata usata per dividere le persone, mentre io sono qui per unirle. Giuro che non avevo cattive intenzioni (non stato neanche cercando di dirlo davvero, annaspavo nel testo della canzone e mi si è impastata la lingua nel modo peggiore). Ancora, mi scuso per aver offeso qualsiasi persona si sia sentita offesa e apprezzo il vostro sostegno.”

Questo non vuol dire che Ninja non abbia sbagliato: è perché ha sbagliato che ha dovuto scusarsi. È un problema che un termine tanto offensivo e legato a un passato (che assomiglia spesso al presente) di schiavitù, colonialismo e sfruttamento sia tanto diffuso da essere usato senza preoccupazione, in un momento di distrazione. Certo, non è grave come distrarsi un momento e proporre la difesa della razza bianca contro le altre razze come ha fatto il nuovo presidente razzista della regione Lombardia, Fontana, ma è comunque un comportamento diffuso e problematico che Ninja stesso si propone di combattere.

E voi ragazzi, “stay safe”, statene alla larga. Lasciate perdere “the N word” e affidatevi piuttosto a “the L word”.

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