Diablo 3 L’Oscuramento di Tristram è più breve di quanto immaginassi

Nei server di test pubblici (PTR) di “Diablo 3: Reaper of Souls” è arrivato l’aggiornamento che porta l’evento “L’Oscuramento di Tristram”, che sarà ufficialmente disponibile per un tempo limitato a gennaio in ricordo dei venti anni dal lancio del primo “Diablo”. “L’Oscuramento di Tristram” fa tornare i giocatori a Tristram, la città del primo “Diablo”, e all’interno del suo unico dungeon, la Cattedrale con i suoi sedici livelli e i suoi quattro boss (il Macellaio, il Re Scheletro, Lazarus e Diablo), aggiungendo a “Diablo 3: Reapers of Souls” una grana retrò che imita l’aspetto grafico del gioco originale (limitando anche il framerate), l’audio originale, una interfaccia vecchio stile e il movimento in otto direzioni.

Diversamente da quanto avevo capito dagli annunci del BlizzCon 2016 si tratta, però, più di un omaggio che di un remake vero e proprio: non aspettatevi ore e ore di avventura, non aspettatevi di ritrovare in “Diablo 3: Reapers of Souls” tutto il “Diablo” del 1996. Inoltre, l’evento sarà disponibile non per tutto l’anno (anche qui avevo mal interpretato le dichiarazioni del BlizzCon 2016) ma ogni anno per il solo mese di gennaio.

Secondo quanto scritto su Kotaku (non ho potuto ancora provare personalmente “L’Oscuramento di Tristram” in “Diablo 3: Reaper of Souls”) il nuovo contenuto dura solo un’ora e mezzo, ed è insomma un piccolo omaggio al “Diablo” originale e non un’aggiunta corposa che possa sostituire in qualche modo una nuova espansione di “Diablo 3: Reaper of Souls”, comunque ormai uscito già da 4 anni, o un vero remake del primo “Diablo” che, con la sua atmosfera horror e la sua semplicità (una città, un dungeon) resta ancora il mio episodio preferito della serie.