L’acquisizione di Nokia da parte di Microsoft ha fatto discutere i media di tutto il mondo. Nonostante siano passate diverse settimane dal giorno della compera, nell’opinione pubblica continua a rimaner vivo un sentimento di scetticismo (da una parte) e di entusiasmo (dall’altra).

Ma come sono andate davvero le cose, e soprattutto, per quale ragione da ambedue le parti è stata fatta pressione affinché l’accordo andasse in porto? Qualche delucidazione ce la fornisce l’attuale presidente di Nokia, Risto Siilasmaa, che non sembra porsi particolari problemi nel riassumere la trattativa come “inevitabile”:

Pochi mesi prima dell’accordo c’era grande agitazione nell’aria perchè la situazione della compagnia non era affatto buona. Quanto avvenuto era la migliore soluzione che avremmo potuto prendere, l’alternativa sarebbe altrimenti stata quella di una grande difficoltà di sopravvivenza. Una società in perdita e a corto di liquidità, infastidita dai pochi protagonisti che dominano il mercato, quali altre scelte avrebbe potuto mai prendere?

L’analisi del presidente Nokia appare piuttosto realistica, se non persino cruda in alcuni suoi tratti. D’altronde come già spiegato dallo stesso Siilasmaa, quando una società comincia a dar cattivi segni in termini di sopravvivenza sul mercato, una decisione dura e rivoluzionaria è d’obbligo se non la si vuole lasciar morire. Ed a Nokia, al di là di sottigliezze, rumors e dietrologie varie, è accaduto proprio questo: ma siamo sicuri che non ci siano proprio state altre “vie di fuga”?

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