I videogiochi come la droga. Stando a quanto riporta una ricerca pubblicata dal tabloid britannico The Sun, i videogiochi creerebbero un livello di dipendenza paragonabile a quello dell’eroina. Secondo l’articolo, ci sarebbero 5 mila casi di giocatori che si sono rivolti a cliniche di disintossicazione, ci sono stati tre casi di suicidio legati allo sparatutto Call of Duty e giocando a titoli particolarmente violenti le quantità di dopamina nel sangue cresce in maniera sensibile.

La credibilità  della sedicente ricerca è quantomai relativa, trattandosi della solita sparata nel mucchio condita da luoghi comuni, stereotipi ormai anacronistici per chi realmente conosce il medium e generalizzazioni senza esclusione di colpi.

Il videogioco può avere effetti negativi sulla vita sociale di una persona e pure sulla sua salute? Dipende. Dipende da come il medium viene utilizzato. Anche guardare troppa televisione e leggere 20 libri in un mese potrebbe avere risvolti negativi sulla saluta di una persona. Come recita l’antico adagio di Orazio: “Est modus in rebus”, ovvero c’è una giusta misura nelle cose. Nei videogiochi, come in tutto il resto. Ad esempio, è accaduto che un ragazzino in estremo oriente morisse dopo aver giocato molte ore senza una pausa, ma la causa del decesso è da ricercare nell’utilizzo sbagliato ed eccessivo, non di certo nello strumento.

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A proposito dell'autore

Marco Locatelli

Marco Locatelli nasce nella bellissima e romantica Bergamo. È un giornalista, appassionato di tecnologia e videogiochi da sempre. Ha iniziato a scrivere di videogiochi nel 2008 per semplice hobby su alcuni siti amatoriali: 4News.it e Iniziopartita.it. Poi, dopo una gavetta di circa un anno, la passione è diventata un lavoro e si è conquistato la possibilità di scrivere, sempre di videogiochi, per realtà professionali come Everyeye.it e Spaziogames.it, due dei maggiori siti di informazione videoludica in Italia. Successivamente ha collaborato con GamesNation.it e Videogame.it, per i quali ha ideato e curato la sezione "videorecensioni". La sua firma è apparsa per un paio di anni anche sulle riviste PSMania 3.0, PlayStation Magazine Ufficiale e PlayGeneration. Negli anni si è specializzato molto in video editing e speakeraggio. Continua a scrivere di videogiochi e tecnologia su Webnews, Gamesnote, l'Eco di Bergamo e, ovviamente, su Webtrek. E lo farà finché a spingerlo sarà la passione.