La diffusione di iOS in Cina sta giocando un ruolo che probabilmente in pochi si aspettavano: una crescita del sistema operativo di Apple a sfavore, invece, di un Android che in Cina dovrebbe trovare il suo habitat naturale.

Eppure i dati rilevati dalla società di analisi App Annie parlano chiaro: l’App Store ha fatturato il 70% in più rispetto a quanto non abbia fatto Google Play, rilevando una crescita netta rispetto a quel 60% ottenuto solo il terzo trimestre dello scorso anno. E se guardiamo alle vendite degli smartphone, più di un conto torna ad esser chiaro: nel Q1 2015 il 25% delle vendite di dispositivi mobili ha riguardato un iPhone conclamando l’apprezzamento che i cinesi nutrono nei confronti del marchio guidato da Tim Cook.

E se la Cina sta premiando Apple sia sul fronte delle vendite sia sul fronte dei ricavi, i mercati emergenti continuano per ovvie ragioni a celebrare l’ondata dei dispositivi Android: tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015, nei mercati di Messico, Turchia e Brasile si rafforzano i download legati al robottino verde (l’impennata è del +70%).

Ma per quale motivo alla Cina sta interessando sempre più l’inusuale presenza di Apple? Il motivo è chiaro: già solo con l’uscita di iPhone 6 Plus, Apple ha dichiarato di essere interessata a far leva su quei cinesi che sono storicamente interessati ai phablet. E l’obiettivo, almeno per ora, può dirsi ampiamente raggiunto.

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