Il Samsung Galaxy S5 affoga in un gabinetto. Impermeabile? Forse…

Ebbene si, se il titolo dell’articolo vi ha incuriosito sappiate che è volutamente ironico ma reale, infatti un Samsung Galaxy S5 sembra non aver resistito ad un test dell’impermeabilità particolare, svoltosi anche in un gabinetto. Ma veniamo al tema dell’articolo, purtroppo questo test finito male sembra creare dei veri dubbi riguardanti l’effettiva impermeabilità del Samsung Galaxy S5 che a questo punto potrebbe non essere più considerata del tutto affidabile.

Ma specifichiamo una cosa, infatti Samsung non hai mai pubblicizzato il Samsung Galaxy S5 come un terminale impermeabile, ma si è sempre limitata a descriverlo come uno smartphone resistente a sudore, pioggia, liquidi, sabbia e polvere. Tuttavia a livello tecnico, lo smartphone è certificato come IP67 che praticamente vuol dire che il device non dovrebbe subire danni se immerso fino ad un metro di profondità per 30 minuti di tempo.

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Purtroppo Rob Jackson di phandroid ha testato il terminale immergendolo scherzosamente in un gabinetto e sotto un rubinetto con acqua corrente e dopo qualche giorno ha avuto la sorpresa di trovare dell’acqua all’interno del vano della batteria e nell’obbiettivo della fotocamera anteriore. Se da una parte il funzionamento del terminale non si è completamente compromesso, dall’altra, la fotocamera ha cominciato ad avere dei seri problemi che l’hanno portata a scattare delle fotografie con delle bolle/nebbiolina e a bloccarsi improvvisamente.

Secondo il redattore di phandroid però non sarebbe un problema causato da un suo errore umano perché si sarebbe assicurato di aver chiuso completamente la back-cover del device prima di effettuare il test. Tuttavia non si sente neanche sicuro nell’accusare direttamente Samsung e l’impermeabilità del Galaxy S5. Quindi se da una parte sembra essere un episodio singolo, non possiamo che ritenere la cosa abbastanza grave. Il Samsung Galaxy S5, potrebbe non essere così affidabile sotto l’aspetto impermeabilità e invitiamo l’utenza a non lasciarsi prendere dalla voglia di provare il proprio device sott’acqua, almeno finché non si sarà chiarita la questione.

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