Zelda Breath of the Wild rinuncia a una caratteristica presente in ogni Zelda

L’arrivo del doppiaggio nella serie “The Legend of Zelda” con “The Legend of Zelda: Breath of the Wild” (di un doppiaggio vero, non di versi e borbottii) escluderà dal gioco una caratteristica che è sempre stata presente nella serie: non sarà più possibile dare un nome a piacere al proprio Link. I dubbi arrivavano già all’inizio del trailer mostrato all’E3 2016, cioè all’inizio di “The Legend of Zelda: Breath of the Wild”, quando una voce misteriosa risvegliava Link chiamandolo per nome. “Svegliati, Link”. Ma ora sembra che ci sia stata una conferma ufficiale da parte dello stesso Aonuma (produttore della serie).

La possibilità di rinominare il protagonista di “The Legend of Zelda” dura almeno sin da “The Legend of Zelda: A Link to the Past”, ma sin dal primo gioco per Nintendo Entertainment System è possibile dare un nome al file di salvataggio e, in questo modo, al suo protagonista. In qualche modo “Link” non è mai stato il vero nome di Link, ma un segnaposto, un ospite temporaneo che attendeva che il giocatore arrivasse e desse a Link il suo nome. Era una delle cose che rendeva Link più una maschera archetipica, “l’Eroe”, che un personaggio completamente formato: Link non ha nome, non ha voce, non ha linee di dialogo e non ha identità. I protagonisti di “The Legend of Zelda” sono solo le reincarnazioni dell’Eroe del Tempo.

In passato, parlando proprio di “The Legend of Zelda: Breath of the Wild”, Aonuma aveva espresso una posizione sensibilmente diversa (l’intervista, apparsa su Kotaku, è del 2014, quando “The Legend of Zelda” per Wii U era atteso per il 2015): “Il personaggio principale non è veramente Link… è il giocatore. Certo noi dobbiamo avere un personaggio principale nella storia, e Link è quel personaggio principale. Ma non voglio che sia come un supereroe, voglio che rappresenti ogni giocatore, che abbia quella possibilità. E quindi non so se davvero dobbiamo o vogliamo definirlo in modo così chiaro.”

Alcuni giochi, come “Fallout 4”, han cercato di risolvere il conflitto tra il doppiaggio e la possibilità di dare un nome al proprio protagonista: nell’ultimo videogioco di ruolo/sparatutto Bethesda il personaggio non viene mai nominato se non dal maggiordomo robotico Codsworth, che ha in memoria una lista di più di 900 possibili nomi. In “The Legend of Zelda: Breath of the Wild” la soluzione è più netta, come ha confermato Eiji Aonuma nella presentazione che potete vedere interamente qui sopra (ne parla proprio all’inizio della parte di gameplay): “In questo gioco il protagonista è esplicitamente chiamato Link sin dall’inizio”.