Middle-earth Shadow of War avrà microtransazioni, ed è il momento di opporci

“Middle-earth: Shadow of War” (“La Terra di Mezzo: L’ombra della guerra”) di Monolith e Warner Bros., seguito del videogioco di ruolo d’azione open-world e ispirato al mondo de “Il signore degli Anelli” di Tolkien “La Terra di Mezzo: L’ombra di Mordor”, avrà micro-transazioni. Anche se è un gioco single-player, venduto a prezzo pieno, avrà cioè la possibilità di spendere anche valuta reale per ottenere risorse di gioco come “Boosts” (oggetti consumabili che per esempio velocizzano l’acquisizione di esperienza), “Loot Chests” (“scrigni del bottino”), “War Chests” (“scrigni della guerra”) e “Bundles” (pacchetti) di queste risorse.

Loot Chest, che contengono equipaggiamento e consumabili per il protagonista Talion, War Chest, che contengono Orchi per l’esercito di Talion e consumabili per gli Orchi, Boost e Bundle potranno essere comprati con Mirian (ottenibile con missioni, distruggendo equipaggiamento o trovandolo semplicemente nel gioco) o oro (nel caso delle loro versioni più preziose con dentro gli oggetti migliori). Il problema è che l’oro sarà acquistabile usando denaro reale attraverso PlayStation Store, Xbox Store e Steam e sarà quindi possibile spendere denaro reale persino per oggetti consumabili utilizzabili una sola volta (dovremo verificare se sarà una sola volta per partita o persino una sola volta per account).

Quando Square Enix inserì le micro-transazioni per oggetti consumabili (legati persino all’intero account e non alla partita) all’interno di “Deus Ex. Mankind Divided” sottolineai quanto potesse rivelarsi pericolosa una cosa del genere se trasformata in una pratica diffusa. Ora magari a qualcuno di voi sembra solo un modo per accelerare la progressione nel gioco: potete decidere se giocare normalmente o pagare per avere un piccolo aiuto, che male c’è? Certo, già così sarebbe una tassa “sui meno bravi”, una penalità “per non essere abbastanza” o per non avere abbastanza tempo, ma ignoriamo questo problema e andiamo avanti. Il fatto è che ci vorrà poco per avere videogiochi che incoraggino effettivamente queste meccaniche, come nei videogiochi per dispositivi mobili, videogiochi pensati per farvi annoiare e costringervi a farming e grinding ripetitivi, videogiochi che vi spingeranno con tutte le loro forze a pagare pur di saltare queste parti. Videogiochi fatti male pur di lucrarci sopra. E poi, quanto ci vorrà perché queste meccaniche diventino necessarie per avanzare? Pensate a uno sparatutto in cui in un livello, a un certo punto, non ci saranno abbastanza munizioni per proseguire o in cui ci saranno così poche munizioni che solo giocatori particolarmente abili riusciranno ad andare avanti; ora pensate cosa succederebbe se in questo gioco le munizioni si potessero comprare con valuta reale.

E questo vale anche per “Middle-earth: Shadow of War” (“La Terra di Mezzo: L’ombra della guerra”): se in questo episodio il meccanismo funzionerà, se sarà redditizio, cosa accadrà in un terzo capitolo?  I produttori saranno incoraggiati a spingere gli sviluppatori a deformarne il gameplay e il bilanciamento per favorire l’acquisto di Boost per l’esperienza, per esempio, diminuendo l’esperienza guadagnata normalmente e il Mirian normalmente trovato in modo che non sia possibile comprare abbastanza Boost senza pagare. Parliamo poi anche di forzieri con contenuto casuale, contenuto casuale che potrebbe essere ulteriormente manipolato ai danni dei giocatori. Opporci ora, fermamente, a queste pratiche commerciali è necessario per avere un’industria sana. “Middle-earth: Shadow of War” (“La Terra di Mezzo: L’ombra della guerra”) sarà disponibile dal 10 ottobre per PC, PlayStation 4 e Xbox One.

fonte Warner Bros. Interactive Entertainment