Le idee e la trama di “Black Desert Online”MMORPG dello sviluppatore coreano Pearl Abyss in arrivo il 3 marzo in Occidente, mi hanno colpito potentemente e inaspettatamente. Il mondo del gioco è ricco di storia, di personaggi, di eventi e culture passate da scoprire. Mi ritrovo in mezzo a un mai sopito conflitto tra le nazioni del mondo di “Black Desert Online”, tutte troppo interessate alle Black Stone che si trovano nel Black Desert del titolo e ai segreti di un’antica civiltà di cui ancora restano le rovine. Non sono però un avventuriero a caso: sono un prescelto. Il prescelto dal Black Spirit. Una creatura che solo io riesco a vedere, uno spiritello dall’animo cinico e malvagio che sta cercando il suo potere perduto tra gli artefatti degli Antichi e con cui io ho stretto un patto, prima dell’inizio del gioco. Un patto di cui non ricordo nulla, perché conteneva tra le condizioni la totale perdita della mia memoria, che ora appartiene al Black Spirit stesso.

black desert online beta

Black Desert Online – Anteprima dalla BETA: Black Spirit

Il Black Spirit è il mio grillo parlante cattivo, il compagno di classe che non dovrei frequentare. È il principale quest giver del gioco, è il centro di “Black Desert Online”. Tanti altri videogiochi di ruolo non sanno motivare i massacri a cui costringono il giocatore: perché da un’0ra sto uccidendo banditi per strada? perché sono entrato di notte in un villaggio di goblin per squartarli? A volte la risposta è “perché sono cattivi”, ma la verità è che lo faccio perché, nella meccanica del gioco, mi serve per guadagnare esperienza, far crescere il personaggio e trovare nuovi oggetti. In “Black Desert Online” questo è esplicito, chiaramente spiegato dal Black Spirit che mi guida: devo uccidere, senza farmi domande, per diventare più forte, per avere oggetti migliori. Per rendere più forte il Black Spirit. All’inizio è solo una sfera con due penetranti occhietti rossi, ma andando avanti nella storia, man mano che riacquisista il suo antico potere, diventa sempre più disturbante, sempre più una caricatura distorta di umanità. All’inizio sembra una creaturina di Miyazaki, alla fine  occupa i miei incubi.

Ho raggiunto solo il livello 20 durante i cinque giorni di Beta di “Black Desert Online”, e non so dove la storia mi porterà, se il Black Spirit si rivelerà alla fine persino l’antagonista principale del gioco o se il suo cinismo (in realtà forse privo di cattiveria, sentimento troppo umano per lui) nasconderà trame più sfumate. Il punto è che voglio assolutamente scoprirlo. Voglio sapere come finisce “Black Desert Online”, voglio davvero saperne di più sul passato del suo mondo e sul ruolo del Black Spirit, voglio capire chi è il mio ospite oscuro. C’è qualcosa che mi spinge avanti, ci sono trame e segreti e personaggi che mi fanno avanzare da missione a missione, con interesse e stupore. Non è facile trovare trame simili negli mmorpg, e “Black Desert Online” ha probabilmente una storia tanto interessante per un motivo: perché, ipotizzo, non è nato come mmorpg.

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Black Desert Online – Anteprima dalla BETA: Un mmorpg single player

La mia ipotesi è che sia nato come videogioco di ruolo per giocatore singolo, e che sia rimasto così per lungo tempo sino a un momento piuttosto avanzato dello sviluppo. Le componenti multiplayer sono come sovrapposte a una campagna sennò giocabile senza problemi da un giocatore solitario, e la storia, con protagonista l’ennesimo prescelto, è a volte persino incompatibile con l’esistenza di altri giocatori, cioè di altri prescelti. Nelle cutscene è possibile trovare traccia dell’antica natura single player, in cui il giocatore avrebbe vestito i panni dell’esploratore Edan o forse di uno dei suoi compagni. “Black Desert Online” potrebbe allora aver avuto, almeno inizialmente, un party.

Edan, un cercatore di artefatti, compare all’inizio di “Black Desert Online” come qualcuno che sta percorrendo la mia stessa strada, per giustificare il fatto che poi lo ritrovi ovunque e che sia protagonista di numerose cutscene, in realtà semplicemente realizzate prima che il gioco diventasse multiplayer e poi mantenute totalmente o in parte. L’intera campagna mi è parsa giocabile senza la collaborazione di altri giocatori, e gli autori ne sembrano assolutamente consapevoli: solo alcune missioni, dedicate al combattimento con i boss, sono esplicitamente definite “co-op”, cioè in teoria troppo difficili (ma in realtà ancora perfettamente fattibili) per un giocatore solo. Anzi, la presenza di altri giocatori è spesso un fastidio quando bisogna uccidere una certa quantità di nemici, impossibili da trovare a causa della concorrenza, e riesce a volte a spezzare la magia della storia.

Black Desert Online – Anteprima dalla BETA: Sistema di combattimento

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Anche il combattimento in “Black Desert Online” sembra pensato per il single player e si differenzia nettamente dal tipo sistema usato dagli mmorpg, caratterizzato da abilità da pigiare in ordine attendendo pazientemente i cooldown, ed è invece basato su azione, velocità e combo. I tasti di attacco (clic sinistro, clic destro, Q, E ed F principalmente) e le combinazione di tasti vengon pian piano, con la crescita del mio personaggio, legati a diverse abilità concatenabili in interessanti combo che possono dare accesso a ulteriori attacchi finali. Non è un combattimento d’azione che necessita di tempismo e precisione come quello di “Dark Souls” (o, per restare tra gli mmorpg, come quello di “Blade & Soul”), non è basato su parate e contrattacchi e assomiglia più a quello dei picchiaduro alla “Devil May Cry”. O ai giochi di ruolo d’azione come “Kingdom Hearts” e “Dragon’s Dogma”. “Black Desert Online” è pieno di luci, effetti e attacchi esagerati che trasformano spesso lo schermo in una festa di fuochi d’artificio.

Inizialmente, mi sembrava un invito allo spam. Ma, anche se resta un sistema un po’ caciarone e comunque votato al divertimento rumoroso ed esagerato, andando avanti mostra di necessitare invece di attenzione e di strategia. I primi nemici sono quasi indifesi di fronte a certi effetti e a certi attacchi, ma andando avanti trovo avversari che mi attaccano in gruppo, in modi diversi e anche a distanza, e risultano immuni a certe mie abilità o capaci di bloccare i miei attacchi e di rispondere con combo letali. E lo spam finisce, e devo allora imparare davvero quali attacchi funzionano, quali si combinano meglio e come mantenermi sempre in movimento, con schivate e attacchi in schivata, per evitare di essere colpito. Purtroppo, la quantità di tasti necessari è comunque troppo elevata per poterlo giocare comodamente con un gamepad: ho provato, ma il gioco è evidentemente stato pensato (o ripensato?) per mouse e tastiera. Peccato, perché lo stile di gioco avrebbe potuto forse brillare ancora di più con un sistema di controllo meno barocco.

Black Desert Online – Anteprima dalla BETA: Classi

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Pure le sette classi disponibili, caratterizzate da diversi stili di combattimento, e da diversi e ricchi skill tree da cui scegliere le abilità spendendo gli Skill Point guadagnati compiendo missioni, sono alla fine tutte piuttosto offensive e comunque autosufficienti.  Per ora, in “Black Desert Online” posso scegliere tra Wizard (mago dotato anche di abilità di supporto), Sorcerer (stregone, una classe mista corpo a corpo e distanza), Giant (giganti capaci di potenti attacchi corpo-a-corpo ad area), Warrior (guerriero, dotato di scudo), Valkyrie (simile al guerriero, ma più votata al supporto), Ranger (a distanza) e Tamer (la classe che ho scelto, con attacchi veloci, schivate ed evocazioni). Purtroppo, almeno in questa prima fase dell’uscita occidentale di “Black Desert Online”, ogni classe, tranne quella della Wizard, è obbligatoriamente maschile o femminile. Non è possibile, per ora, fare un Warrior donna, o una Tamer uomo e non ho idea del perché solo ai maghi sia concessa la parità di genere. 

Black Desert Online – Anteprima dalla BETA: Editor dei personaggi

Questo è un grosso limite alla caratterizzazione dei personaggi, che in qualche modo ritrovo anche nell’editor. L’editor di “Black Desert Online” è dettagliatissimo, capace di farmi correggere singolarmente ogni parte del volto, ma allo stesso tempo tremendamente limitato. Posso perderci un’ora, posso raffinare il taglio degli occhi, ma alla fine nel gioco vedrò decine e decine di personaggi identici a me e vestiti come me, differenziati magari per insignificanti dettagli del volto (tutti gli Wizard maschi, per esempio, tendono a sembrare decisamente Gandalf) ma solo grossolanamente caratterizzati come corporatura e struttura, aspetti che l’editor dei personaggi trascura pesantemente.

Black Desert Online – Anteprima dalla BETA: Grafica e mondo di gioco open-world

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È un po’ deludente, soprattutto perché la grafica con cui sono realizzati questi personaggi, e in generale il mondo di “Black Desert Online” è splendida e dettagliatissima. Troppo dettagliata, per chi vuole farlo girare su un computer poco potente e dovrà lottare per arrivare ai 30 fotogrammi al secondo, anche perché le opzioni grafiche presenti per raffinare la resa sono inoltre, piuttosto scarse. Ma il motore sviluppato da Pearl Abyss riesce a creare un mondo credibile, quasi palpabile, dove i boschi sono pieni di fiori, arbusti e cespugli (che è spesso possibile raccogliere e usare nel crafting). Una grande mappa totalmente open-world e priva di caricamenti in cui, tra una missione e l’altra, esploro liberamente e ho voglia di cacciarmi nei guai, di vedere cosa c’è in fondo a quella grotta e di parlare con i viandanti, senza poter mai contare sul Viaggio Rapido. Anche il design dei mostri e delle creature che incontro, seppur ispirato al classico folklore europeo e tedesco, è pieno di piccole sorprese, di dettagli, di tocchi realistici che rendono ogni tipo di nemico interessante e parte di un mondo possibile.

Black Desert Online – Anteprima dalla BETA: Personaggi non giocanti

Allo stesso effetto contribuiscono i personaggi non giocanti che, in un gioco che appunto non sembra molto interessato a farmi interagire con le altre persone, sono i principali comprimari della mia avventura. Entro in una taverna e trovo gruppi a parlare e a scherzare, parlo con un passante per strada e imparo qualcosa di nuovo sulla città, vado da un commerciante e posso conoscerlo meglio intavolando con lui una conversazione. Il sistema di conversazione è l’occasione pure di un interessante minigioco, un puzzle in cui organizzo in una griglia gli argomenti che conosco (persone incontrate, fatti storici o locali scoperti) e che possono interessare al mio interlocutore ed evolvo poi la mia relazione con lui a seconda di quanto gli argomenti abbiano attratto la sua attenzione e di come abbiano interagito tra di loro, guadagnandomi magari sconti o missioni.

Black Desert Online – Anteprima dalla BETA: Attività e minigiochi

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In “Black Desert Online” sono poi presenti ancora altre attività, che ho solo superficialmente provato. Posso comprare edifici da usare come abitazione o come attività, pagando squadre di lavoratori e mettendo su, per esempio, un mobilificio o un laboratorio da fabbro, posso andare a pesca e posso catturare e allevare cavalli selvaggi da cavalcare poi nel mondo del gioco e da usare per trasportare con carretti le merci da commerciare nelle città. Posso, infine, unirmi a una gilda di giocatori e partecipare a grandi battaglie per la conquista del territorio, unico elemento (messo un po’ a caso, mi pare) veramente mmorpg di “Black Desert Online”. E questo potrebbe effettivamente deludere gli appassionati del genere che vogliono un gioco magari incentrato proprio sulla collaborazione tra i giocatori e sull’interazione tra le classi, qua elementi assolutamente secondari nella campagna principale e aggiunti a margine. Magari, anche in modo competente.

Black Desert Online – Anteprima dalla BETA: C’è del f2p p2w nel mio b2p

Un altro fattore che potrebbe allontanarvi sono gli elementi freemium di “Black Desert Online”. In Occidente, il gioco arriva in una inedita versione b2p (“buy to play”, “compra una volta e gioca”), ma eredita ancora importanti elementi dall’originale coreano, che era “free to play”. Cioè, era gratuito ma poi doveva trovare modi per invogliare i giocatori a spendere soldi, mettendo a pagamento oggetti per ammobiliare la casa, pet (animali da compagnia che aiutano a recuperare gli oggetti lasciati cadere dai nemici sconfitti), costumi e così via. Ma questi elementi restano nella versione occidentale di “Black Desert Online”, con tutti i vantaggi che comporta possederli. Intanto, in “Black Desert Online” indossare un costume è quasi l’unico modo per differenziare il proprio personaggio dalla sua versione base, che sennò resta vestita sostanzialmente sempre nello stesso modo (come accennavo prima) nonostante i cambiamenti di equipaggiamento. Ma, soprattutto, i costumi garantiscono reali vantaggi di gioco e aumenti di statistiche. Durante la Beta ho avuto la possibilità di provare questi oggetti a pagamento in modo gratuito, e sono davvero costosi e davvero utili. E davvero carini. Guardate quanto sono carina qua!

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Credo di avere addosso qualcosa come trenta euro di oggetti. Sul serio: un costume completo, con tutte le parti, costa sui trenta euro. Davvero. E gli occhiali sono un acquisto separato. Non so se questo renda davvero “Black Desert Online” p2w (“pay to win”, “basta pagare per vincere”), ma il fatto che gli oggetti acquistabili con soldi reali non abbiano solo effetti estetici, ma anzi possano influire anche in modo importante nel gameplay, può certamente diventare un problema. Il fatto che la personalizzazione resti particolarmente povera senza questi costumi (che comunque nella Beta erano davvero pochi) è un ulteriore problema.

Black Desert Online – Anteprima dalla BETA: In conclusione…

Ma, nonostante i problemi (personalizzazione deludente ed elementi freemium), con “Black Desert Online” ho finalmente un mmorpg con una trama interessante e apparentemente più intelligente della media, con un open-world sconfinato da attraversare sul dorso di cavalli selvaggi domati, una grafica e un design di alta qualità e un sistema di combattimento d’azione divertente, non scopiazzato dal pigia-i-tasti-in-ordine-aspetta-cooldown-ripigia-i-tasti-in-ordine di “World of Warcraft” e che, col suo ritmo e la sua dipendenza dalla mia abilità, sa potenzialmente rendere interessante e rischioso anche il farming e il grinding più monotoni.

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