Gli aeroplani di carta biodegradabile che rivoluzioneranno gli aiuti umanitari

Gli aeroplani di carta non saranno più solo un gioco, ma potranno anche salvare vite umane. Si tratta di uno studio condotto da ingegneri con sede in San Francisco che è diventato un progetto dell’APSARA. Questo team si occupa di creare sistemi di volo economici per portare aiuti umanitari di natura medica in zone remote. A tal proposito questi aeroplani di carta biodegradabile potrebbero essere davvero una rivelazione. Assomigliano a dei caccia in miniatura e sono in grado di trasportare fino a quasi 1 Kg. Immaginate l’equivalente di questo chilogrammo in sacche di sangue e vaccini. Quante vite si potranno salvare? Parecchie.

Sono degli aeroplani costruiti in un materiale economico a base di cellulosa, chiamato mycelium. Creato per essere leggero, aerodinamico e biodegradabile, addirittura nel giro di giorni. Questi ingegnosi aeroplani vengono rilasciati da un aereo. Il percorso che seguiranno viene deciso in base alla direzione e alla velocità del vento. Il GPS è integrato così che possa proseguire con un sistema di autopilota fino al punto di atterraggio predefinito. Infine riesce a planare compiendo una traiettoria a elica che garantisce un atterraggio morbido e piuttosto preciso. Insomma raggiungere persino zone disastrate, vittime di guerre o disastri naturali, sarà molto più semplice. Si stima che un solo aereo cargo possa trasportare centinaia di questi aeroplani di carta, rifornendo, con un solo viaggio, una superficie ampia quanto quella della California.

Esistono già dei sistemi per aiuti umanitari, ma tramite apparecchiature piuttosto costose. Solitamente il drone, già appesantito da una grossa batteria, non può trasportare molto materiale di soccorso. Per di più spesso collidono o comunque sono difficili da recuperare. Questi aeroplani di carta biodegradabile che sfruttano il vento e non un motore, propongono una valida alternativa, assai più economica e saranno certamente una rivoluzione per gli aiuti umanitari. Certamente non può che farci piacere un caso del genere: la tecnologia in funzione dell’uomo e non del consumismo.

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