Nintendo non riesce a spiegare perché chieda la rimozione dei fangame

Conosciamo l’intolleranza di Nintendo verso i “fangame”, videogiochi amatoriali e distribuiti gratuitamente che reinterpretano videogiochi famosi. Normalmente, Nintendo sfrutta il DMCA (Digital Millennium Copyright Act, legge americana sul diritto d’autore digitale) per chiedere l’eliminazione di tutti questi giochi da internet. Alcuni di questi fangame, come “Pokémon Uranium”, sono tanto grandi e tanto rifiniti da poter essere giudicati vere alternative gratuite ai videogiochi ufficiali Nintendo, altri, come “No Mario’s Sky”, sarebbero in realtà protetti dal “fair use”, dal diritto a richiamare o riusare proprietà intellettuali altrui in alcune situazioni specifiche, come la parodia. In entrambi i casi, però, Nintendo sfrutta il suo peso e i suoi avvocati per chiedere la rimozione dell’opera.

Nel 2016 è stato rimosso da internet, per richiesta di Nintendo, “Project AM2R” di Milton Guasti, remake di “Metroid 2: Return of Samus” per Game Boy. Ora che sappiamo che Nintendo aveva in lavorazione “Metroid: Samus Returns”, un remake dello stesso gioco ufficiale e 3D per Nintendo 3DS, la volontà di eliminare quello che era effettivamente un rivale gratuito appare logica. Guasti, inoltre, voleva attirare l’attenzione sullo scarso interesse di Nintendo sulla serie “Metroid” (festeggiava 30 anni nel 2016 ma non ci son stati festeggiamenti) e sul genere metroidvania, e questi risultati sono stati evidentemente raggiunti.

In un’intervista a Waypoint Reggie Fils-Aimé di Nintendo of America spiega per quale motivo “Project AM2R” è stato attaccato da Nintendo, sostanzialmente confermando che la compagnia intende eliminare (come è nel suo diritto fare) qualsiasi iniziativa anche amatoriale, nata da appassionati e gratuita che possa essere considerata in concorrenza con l’attività ufficiale di Nintendo. Prima di tutto, Fils-Aimé dice che il confine tra quello che viene tollerato o no da Nintendo sta nella monetizzazione: Nintendo apprezza le opere amatoriali dei fan, gli omaggi, fin quando queste non sono fatte per generare incassi. È una falsità, perché Nintendo attacca indiscriminatamente tutte le opere create dai fan, sia quelle che vengono monetizzate (come quelle che erano presenti su Game Jolt) sia quelle gratuite. Dovendo spiegare perché questo accada, Fils-Aimé introduce un nuovo concetto: Nintendo chiede la rimozione dei “prodotti commerciali”.

“Quando qualcosa diventa un prodotto commerciale, e questo è ciò che quel gioco era… non c’era pagamento, ma era un prodotto commerciale.” Cosa è un prodotto commerciale per Nintendo, se un gioco gratuito può essere giudicato tale? Davanti a questa domanda, Fils-Aimé introduce ancora un nuovo concetto, evitando di spiegare il precedente. “Beh come dicevo riguarda tutto… Come difendiamo la nostra proprietà intellettuale? Come possono i nostri creatori, come Sakamoto che creò Metroid, e Nintendo controllare quella proprietà intellettuale in modo che possiamo decidere cosa stia accadendo, invece che lasciare gli eventi in mano ad altri. Qua sta la linea, e per noi è molto chiara. E di nuovo… potremmo andare su YouTube e in altri posti e vedere fan fare cose interessanti con i nostri marchi. Ma quando è la loro azione a guidare il marchio, o in qualche modo queste opere vengono monetizzate o diventano un progetto commerciale, è qui che per noi la linea è stata attraversata.” Non ho capito mica eh.

La verità è che il diritto d’autore americano incoraggia a difendere un marchio ogni volta che sia possibile, in modo da dimostrare la propria volontà a mantenerne il controllo: tollerare anche un solo fangame, anche un prodotto non commerciale, senza guadagno e senza intenzione a “guidare il marchio” fa perdere  controllo legale sul marchio stesso. Ma la spiegazione data da FIls-Aimé è vaga e confusa, con prodotti commerciali che non sono commerciali ma sono commerciali e l’incapacità di spiegare cosa siano questi misteriosi “prodotti commerciali”. È facile buttarla in caciara.

fonte Waypoint