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Paper Mario Color Splash non è un gioco di ruolo

La serie di “Paper Mario” nasce nel 2001 sul Nintendo 64 con uno dei miei videogiochi di ruolo preferiti in assoluto. “Paper Mario” sintetizzava le meccaniche del genere (semplificava le statistiche, riduceva a uno il numero di compagni di squadra…) riuscendo però a dare una lettura fresca, sia dal punto di vista grafico sia dal punto di vista del gameplay, a un mondo all’epoca stagnante nella sua esagerazione quasi barocca ma ormai accademica di cui “Final Fantasy 10” (sempre del 2001) era il simbolo. Dopo arrivano “Paper Mario. The Thousand Year Door” (GameCube, 2004) e “Paper Mario: Sticker Star” (Nintendo 3DS, 2012), che inizia un percorso che il nuovo “Paper Mario: Color Splash” (Wii U) continuerà.

“Paper Mario: Sticker Star” toglie gli ingredienti di giochi di ruolo, o almeno li riduce drasticamente, e Nintendo è decisa a insistere con questo cambio di genere al punto da non classificare più la serie di “Paper Mario” come una serie di giochi di ruolo per differenziarla il più possibile da un’altra serie Nintendo, “Mario & Luigi”.  Risa Tabata, producer del gioco, ha dichiarato a Kotaku che “per differenziare queste due serie attualmente attive abbiamo provato a concentrarci più sugli elementi di Paper Mario non ricollegabili al gioco di ruolo” cioè “puzzle e humor” arrivando a dire che “Paper Mario: Color Splash” non è un videogioco di ruolo ma un “azione-avventura“.

Il gameplay di “Paper Mario: Color Splash” è simile a quello di “Paper Mario: Sticker Star”, su cui avevano lavorato gli stessi sviluppatori: una serie di livelli selezionabili da un hub centrale e battaglie a turni svolte sfruttando carte trovate durante l’esplorazione. La novità è il nuovo sistema di pittura: l’Isola Prisma, dove “Paper Mario: Color Splash” si svolge, è stata depredata dei suoi colori e Mario deve riportare le cose a posto… a martellate. Il martello di Mario può infatti assorbire e rilasciare colori, restituendo alle cose le loro proprietà e potenziando le carte usate in combattimento. Non sono entusiasta della deviazione dal videogioco di ruolo, ma le anteprima che ho visto e letto (come quella che fa da fonte a questo articolo) mi fanno ben sperare, e Tabata ha comunque detto che in “Paper Mario: Color Splash” ci sarà un po’ più di narrazione rispetto a “Paper Mario: Sticker Star” che, secondo la volontà di Miyamoto, aveva una storia minimale.

[Fonte: Kotaku]