Dead Rising 4 VS Dead Rising 1: un confronto inglorioso (per Dead Rising 4)

Alcuni fan non sono contenti di come Capcom Vancouver ha trasformato la serie survival zombie “Dead Rising” con “Dead Rising 4” e CrowbCat ha pubblicato sul suo account YouTube un video di ben 22 minuti che sintetizza cosa non vada in “Dead Rising 4”, confrontandolo con il “Dead Rising” originale uscito dieci anni prima. Non si tratta di uno di quei video chiacchierati e urlati che potreste aspettarvi da YouTube, ma di un preciso confronto, caratteristica per caratteristica e quasi senza commento, tra come le cose funzionano in “Dead Rising 4” e come funzionano in “Dead Rising”.

E il confronto è inglorioso (per “Dead Rising 4”), ma molto interessante. “Dead Rising 4” ha rinunciato a sfruttare l’ambiente come un’arma, a rendere ogni oggetto impugnabile, manipolabile, lanciabile e magari modificabile. In un montaggio che esprime rara tristezza, Frank West viene mostrato prima in “Dead Rising” mentre usa pizze come armi e le cucina infilandole in un micronde per mangiarle, e poi in “Dead Rising 4”, immobile di fronte a un forno inutilizzabile così come tutti gli altri oggetti dell’ambientazione. Ma sono altri dettagli, quelli più tecnici, che mostrano la differenza oggettiva di qualità tra i due giochi. Nonostante “Dead Rising” originale abbia dieci anni in più di “Dead Rising 4” i suoi riflessi sono migliori, le animazioni sono più ricche (gli zombi per esempio hanno il volto animato, caratteristica assente in “Dead Rising 4”), la fisica degli oggetti, i loro suoni, sono più dettagliati. In “Dead Rising 4” sparare a un muro o a un tubo di ferro produce lo stesso rumore, e una pallina da tennis lanciata da uno spara-palle scompare contro le pareti. In “Dead Rising” originale ogni oggetto ha un rumore se colpito, e ogni oggetto rimbalza secondo la sua natura e la sua fisica.

L’esperienza in generale è stata semplificata, per esempio togliendo i limiti di tempo, una caratteristica centrale di “Dead Rising”, e la differenza di aggressività degli zombi tra dì e notte. Certo, “Dead Rising 4” ha aggiunto nuovi strumenti, come l’esoscheletro e i nuovi veicoli, e non è per forza un gioco brutto solo perché ha preso una strada diversa dal primo ed è diventato un po’ il “Saints Row” dei surival zombie, ma non c’è davvero rimasto nulla dello spirito originale, della storia di un reporter in corsa contro il tempo per fare lo scoop della vita, costretto a sopravvivere, e ad aiutare più persone possibili a sopravvivere, usando tutti gli oggetti possibili come arma. E, effettivamente, c’è una minore cura dei dettagli, di quelle piccole cose che fanno sentire un’opera amata dai suoi stessi autori, che fanno sentire che un videogioco è creato con attenzione e un’idea, e non solamente prendendo quello che piace al pubblico. Ho giocato pochissimo al primo “Dead Rising”, non avendo mai avuto una Xbox 360, ma dopo aver visto questo video lo ho aggiunto alla mia Lista dei Desideri su Steam. Perché, se non lo sapete, il primo “Dead Rising” è uscito nel 2016 anche su PC e PlayStation 4 (e Xbox One) e non è più un’esclusiva Xbox.