Samsung ha mentito sulla resistenza all’acqua del Galaxy S10?

Non bastassero le problematiche relative al Galaxy Fold (le ultime, pessimistiche, indiscrezioni parlano addirittura di un lancio rinviato a Natale), Samsung deve ora fare i conti con un grattacapo che viene dall’Australia. La ACCC (Australian Competition and Consumer Commission, una sorta di associazione a tutela dei consumatori) ha infatti portato il colosso asiatico in tribunale per pubblicità ingannevole.

I riflettori sono puntati su circa 300 annunci pubblicitari in cui si pubblicizzava una resistenza del Samsung Galaxy S10 all’uso e all’esposizione a tutti i tipi d’acqua. Insomma, comprese quelle di piscina e mare aperto (acqua salata). E sono proprio questi scenari, rappresentati negli spot in questione, ad aver regalato un vantaggio competitivo sleale all’azienda coreana, oltre ad ingannare il consumatore sulle reali caratteristiche del top di gamma.

Samsung Galaxy S10, lo ricordiamo, vanta la certificazione IP68 per polvere e acqua, ma spesso ciò non è sufficiente neppure per garantire la resistenza a pioggia intensa o getti d’acqua abbondanti.

C’è di più: lo stesso produttore conferma che la IP68 non basta per “coprire” tutti i tipi d’acqua, tanto che nella scheda tecnica del Galaxy S10 viene sconsigliato l’uso sia in spiaggia che in piscina. Nonostante Samsung abbia già fatto sapere di aver rispettato tutte le norme del caso per la pubblicità in Australia, la sensazione è che la questione possa avere importanti strascichi.

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