Irrational Games, lo studio che ha creato la serie di “Bioshock” (e “System Shock 2”) non esiste più. Ora lo studio è più piccolo, molto più piccolo, il suo nome è ancora sconosciuto e si occuperà di portare avanti il lavoro iniziato sin da “System Shock 2” in nuove forme e in modi ancora più innovativi. Ken Levine, che è stato cofondatore sia di Irrational Games sia della sua attuale versione ridotta, ha parlato dei suoi progetti in una intervista a OnPoint, sostanzialmente confermando ciò che noi avevamo già scritto precedentemente. Perché siamo fighissimi e vi diamo le notizie prima che escano.

Ken Levine parla del dopo Bioshock Infinite: un piccolo gioco narrativo

Ken Levine più che parlare del suo nuovo gioco ha spiegato la mentalità che lo guiderà d’ora in poi, ripetendo affermazioni dette in varie occasioni. Il nuovo gioco sarà realizzato in una scala molto più piccola rispetto a prima, si concentrerà sul single-player, sarà open-world e sarà rigiocabile più volte: la sua struttura, concentrata sulla narrazione, consentirà di compiere scelte sempre diverse e di godersi le loro conseguenze nel gioco. “I titoli AAA concentrati su giocatore singolo e narrativa stanno iniziando a scomparire. Il genere di giochi come Bioshock insomma. Ne vengono fatti sempre di meno. La ragione è che sono molto costosi da fare e i giocatori stanno dicendo chiaro e fortte che se devono spendere $40, $50, $60 per un gioco vogliono una esperienza che duri più di 10-12 ore. Sono un sacco di soldi per una persona.”

Ken Levine parla del dopo Bioshock Infinite: un open-world rigiocabile più volte

“Abbiamo iniziato questo esperimento dopo aver finito Bioshock Infinite, chiedendoci: Come fai in modo che un gioco narrativo sembri simili ai giochi che abbiamo creato sinora ma sia anche rigiocabile e reagisca alle azioni dei giocatori? Rendere il gioco rigiocabile dando ai giocatori modi diversi di risolvere i problemi e lasciando loro davvero controllare l’esperienza.” Un problema, secondo Levine, “non molto facile da risolvere.” Levine torna poi su un  concetto di cui ha già parlato durante la sua conferenza alla Game Developer Conference del 2014: la soluzione per creare questi videogiochi narrativi è lavorare con “mattoncini narrativi” (“narrative Lego”). Il prossimo videogioco non sarà un’opera totalmente sand-box e open-world in stile Minecraft (in cui l’unica narrazione è quella che nasce dalle maccaniche), ma l’idea è che i giocatori possano combinare le parti della storia, i suoi “mattoncini narrativi”, in “milioni di modi diversi”.

Ken Levine parla del dopo Bioshock Infinite: ambientazione fantascientifica

“Stiamo lavorando a un gioco open-world dalla scala molto piccola. Il nostro gioco è open-world perché se vuoi dare al giocatore il potere di guidare l’esperienza devi combattere contro la natura lineare dei giochi che abbiamo creato precedentemente come Bioshock e Bioshock Infinite.” Levine sottolinea però che il gioco è ancora un esperimento, che può totalmente fallire o portare a strane sorprese. Sappiamo già da tempo che questa nuova opera avrà una ambientazione fantascientifica (notizia non molto sorprendente guardando i giochi passati di Irrational Games) e parlerà di intelligenza artificiale, facendo vivere al giocatore l’esperienza di una entità nata attraverso la programmazione. In alcuni tweets successivi Levine ha chiarito alcuni passi dell’intervista, specificando che il gioco “non sarà più lungo di 12 ore, ma premierà chi lo rigiocherà più volte”

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