Dark Souls 3 e Dark Souls a confronto

Digital Foundry è la divisione di Eurogamer che si occupa di analizzare i videogiochi dal punto di vista tecnico, spesso lavorando con confronti tra varie versioni di quelli disponibili su più piattaforme. Stavolta ha deciso di fare una cosa diversa, mettendo a confronto il “Dark Souls” originale con “Dark Souls 3” appena uscito, e vedendo come una ambientazione viene rappresentata ad anni di distanza. Attenzione: il video è un gigantesco spoiler per chi non è arrivato alla fine della zona di Irithyll della Valle Boreale (mentre non c’è niente di particolarmente spoileroso se avete già visto la parte finale della zona ma non avete ancora finito il gioco). E sotto il video iniziano gli spoiler anche in questo articolo.

A Irithyll di “Dark Souls 3” era pieno di riferimenti ad Anor Londo di “Dark Souls”. C’era quella luna, c’erano collegamenti col Patto della Luna Oscura, il patto di Gwyndolin, c’erano alcuni oggetti che avevo trovato e che sarebbero dovuti stare ad Anor Londo. Pensavo fossero solo citazioni, oppure memorie disperse nei secoli. Poi ho cominciato a percorrere i cornicioni della città, gli archi rampanti dei suoi edifici gotici, e mi sono trovato bersagliato dalle grandi frecce degli archi dei Cavalieri d’Argento di Anor Londo. Non capivo perché si trovassero lì, perché dovessi di nuovo affrontarli in quella valle gelata. Cosa collegava Irithyll ad Anor Londo? Li ho superati, sono entrato in un edificio.

Non mi ero accorto di trovarmi nella Tomba della Luna Oscura. Sono entrato nel suo atrio, ho fatto svanire il muro illusorio seguendo un messaggio scritto per terra e ho percorso il suo lungo corridoio senza accorgermi di dove mi trovassi. Poi, ho trovato il cadavere di Anri di Astora. Non so perché sia morta (non uso guide giocando a “Dark Souls 3”), stava bene l’ultima volta che l’ho vista, nella Chiesa di Yorshka, e ora la trovo stesa, coperta da un sudario, senza spiegazioni. Lì vicino c’era l’anello di Gwyndolin, ennesimo collegamento ad Anor Londo del “Dark Souls” originale, ma non me ne sono preoccupato particolarmente, distratto dall’ennesima morte che non ero riuscito a evitare. Ero così stupito e triste che non mi son reso conto di che strada percorrevo. Poi ho visto l’ascensore, le scale a chiocciola della città degli dei di “Dark Souls”, la leva, e ho capito.

È stato emozionante rivedere Anor Londo, vedere il corpo senza vita del gentile Fabbro Gigante che avevo visitato tante volte. È stato emozionante rientrare nella sala dove avevo combattuto Ornstein e Smough e trovare Gwyndolin, avvicinarmi a lei per parlarle e accorgermi del corpo serpentino di cadaveri e ossa che la sosteneva, accorgermi del nome con cui era chiamata quella cosa. “Aldrich, Divoratore degli Dei“. È stato emozionante ritrovare Priscilla, la ragazza drago figlia di Gwyn e Seath, ora liberata dal suo dipinto, con nuovo nome, Yorshka, e una nuova vita come capo del Patto della Luna Oscura ereditato dal fratellastro/sorellastra Gwyndolin. Se quasi tutti gli dei avevano abbandonato l’Anor Londo di “Dark Souls”, quella di “Dark Souls 3” è ancora più vuota, più disperata. Era un regno impenetrabile, protetto da monti e altissime mura, protetto dalla Fortezza di Sen e raggiungibile solo sulle ali dei demoni. Ora Anor Londo è una rovina fusa a Irithyll, un’appendice di una città che ha smesso anch’essa di esistere