Quantum Break, un successo di vendite più sbandierato che reale

Quando “Quantum Break” di Remedy Entertainment uscì noi gli demmo un ottimo 9/10, valutandolo come un eccellente successore di “Alan Wake” (il precedente videogioco di Remedy) e come un qualcosa che riesce a dimostrarsi superiore alla somma delle singole parti. All’epoca si parlò anche di successo commerciale, con un debutto in prima posizione nelle classifiche di vendita del Regno Unito. Un ottimo inizio per un’esclusiva di Microsoft che aveva persino affermato che “Quantum Break” fosse il miglior debutto di una nuova PI Microsoft dal lancio della Xbox One (superando “Sunset Overdrive” e “Ryse: Son of Rome”) e il gioco più giocato su Xbox, globalmente, nella prima settimana dopo il suo lancio.

Eppure, nonostante il successo tanto sbandierato, “Quantum Break” non è in realtà riuscito a trovare grande riscontro nel pubblico, e il recente arrivo su Steam non ha cambiato la situazione. Secondo l’analista Daniel Ahmad (ZhugeEx), “Quantum Break” ha ottenuto negli Stati Uniti risultati inferiori, nel mese del lancio, a “Ryse: Son of Rome” e a giugno non aveva ancora raggiunto le 200 mila copie fisiche vendute nei negozi americani. Non un flop vero e proprio, ma comunque un risultato alla fine scarso.

Attualmente, su Steam il gioco è posseduto da poco più di 55 mila persone con un errore di 6000 in positivo o in negativo, secondo i dati forniti da Steam Spy (attenzione: la crescita negativa dei possessori che a volte viene evidenziata in questi grafici non è reale, ma un errore di Steam Spy). Un risultato alla fine deludente per un gioco che, speriamo, abbia solo bisogno di tempo per diventare un’opera di culto, come a volte succede.